|
|
Torna
alla Home

marchio nazionale registrato deposito n° AR2000C04
|
1) Cosa sono
1 - a : un esempio
1- b : cosa vorremmo sapere
2) I rischi per l'ambiente
2- a: minaccia alla biodiversità
2 - b: cosa è la biodiversità
3) I vantaggi: per chi ?
3-a: Chi produce O.G.M.
3-b: Chi trae largo profitto dalla produzione di O.G.M.
?
4) I rischi per la salute:
4-a: possibili fenomeni allergici
4 - b: possibile resistenza alle cure con antibiotici
4 -c: aumento dei residui di pesticidi negli alimenti
OGM.
5) La situazione in Europa
5-a: cosa accade in Italia ?
6) Come è regolato oggi lo sviluppo delle biotecnologie
6- a: Il protocollo sulla biosicurezza
7) Come si comportano i consumatori
7-a: l'iniziativa di alcune catene di supermercati
1)Cosa sono gli OGM
Le tecniche dell'ingegneria genetica e la localizzazione di
tutti i geni negli organismi viventi hanno permesso la
creazione di organismi viventi finora inesistenti.
Gli O.G.M. infatti sono organismi che contengono nel proprio
materiale genetico (DNA) geni che in natura appartengono al
DNA di altri organismi. Ad oggi gli alimenti geneticamente
modificati non sono molti, ma sono quelli più
utilizzati dall'industria alimentare, come per esempio la
soia.
1-a: Soia che contiene il gene della petunia, la patata che
contiene il gene del pollo, la fragola quello del salmone,
il pomodoro quello del pesce, mais con i geni del Bacillus
thurigensis...
1-b Vorremmo sapere se nel nostro piatto ci sono degli
O.G.M., ma i produttori che fanno uso di O.G.M. si battono
con tutte le loro forze contro le proposte di "etichettatura
OGM".
La gente per istinto diffida degli OGM (sondaggio commissionato da Esselunga: 50,7% conosce il significato di OGM e, di questi l'80% si è dichiarato contrario ad acquistarli) e mostra un atteggiamento ostile verso chi li propone (la Monsanto per questo motivo ha deciso di cambiare nome in "PHARMA").
Torna all'inizio
2: I
rischi per l'ambiente
Le piante sono create dall'ingegneria genetica in laboratori
sperimentali e non si conoscono le relazioni che si possono
instaurare tra una pianta straniera diffusa su tutto il
pianeta e l'ambiente circostante.
Si potrebbero avere reazioni a catena incontrollabili.
2- a: Minaccia alla biodiversità: si stanno creando
in laboratorio piante che rispondono a requisiti commerciali
e si sta cercando di spingere la produzione mondiale di cibo
verso questi prodotti.
Questi prodotti devono essere competitivi per il loro
prezzo: bisogna produrli spendendo poco e quindi aumentare
la produttività dei terreni con l'intervento di
erbicidi e di concimi.
Il raccolto va preservato il più a lungo possibile
con l'aiuto dell'ingegneria genetica: per esempio il
pomodoro rimane sodo anche dopo un mese la sua esposizione
al supermercato.
Non si è valutato se dopo questo tempo la
quantità di nutrienti e di antiossidanti sono
diminuite.
2-b: Per biodiversità si intende tutta la varietà di specie animali e vegetali presenti sulla terra espressione delle possibili combinazioni
Torna all'inizio
3- La
multinazionale che crea un OGM lo può brevettare, ne
diventa proprietaria per sempre e lo vende a chi lo vuol
coltivare. Spesso la multinazionale produce anche i
pesticidi per la lotta alle erbe infestanti di quel
particolare O.G.M. Come la Monsanto ha fatto con la soia. I
vantaggi per le multinazionali sono di aumentare i loro
profitti e di acquisire il monopolio mondiale della
produzione. Altri vantaggi sono l'aumento della
produttività del terreno a scapito, però,
della qualità dell'alimento (aumento di residui di
fitofarmaci).
3-a Le multinazionali che oggi producono O.G.M. sono:
Monsanto, DuPont, Novartis, Astra-Zeneca, Stoneville.
3-b: In un recente editoriale anche l'autorevole rivista
Lancet sottolinea il fatto che, sebbene il grano
geneticamente modificato sia stato prodotto per avere
migliori raccolti nei paesi in via di sviluppo, la
motivazione di tale proposta è in realtà
guidata dal profitto piuttosto che dall'altruismo, in quanto
il mais Bt (Bacillus thurigensis) prodotto da una azienda
americana è sterile e quindi i coltivatori di questi
paesi sono costretti a ricomprarlo dalla stessa ditta, la
quale ha quindi un guadagno assicurato prolungato nel
tempo.
La medesima ditta ha inoltre realizzato una varietà
di soia, Roundup Ready, che vincola gli agricoltori ad
acquistare l'erbicida Roundup, prodotto dalle stessa
ditta.
Torna all'inizio
4)
4-a: Gli alimenti contenenti O.G.M. possono causare allergie
difficili da diagnosticare. Questa eventualità si
è già verificata nel trasferimento di geni
della noce brasiliana nella soia.
4-b: Gli O.G.M. possono trasmettere all'uomo la resistenza
agli antibiotici. Per marcare l'inserimento di un
determinato gene spesso vengono utilizzati geni che
conferiscono resistenza ad alcuni antibiotici.
Per esempio una varietà di mais ha il gene per la
resistenza all'ampicillina e consumando questo mais, la
resistenza all'ampicillina può passare all'uomo o
all'animale.
4-c: La creazione di piante O.G.M. che sono in grado di
resistere a grandi quantità di pesticidi aumenta la
concentrazione di possibili residui di fitofarmaci negli
alimenti.
I pesticidi entrano nel sistema circolatorio della pianta, interferiscono con il suo metabolismo e questa si difende usando le sue vitamine antiossidanti (beta- carotene, Vitamina C)
Torna all'inizio
5: Con il
regolamento 1139/98 il Parlamento Europeo ha posto
importanti restrizioni alla normativa che regolava il
rilascio di organismi geneticamente modificati in Europa:
sono state inserite regole molto severe.
E' prevista una responsabilità civile ed
un'assicurazione obbligatoria per le aziende che intendono
rilasciare OGM nell'ambiente; è vietato l'uso di geni
resistenti agli antibiotici nelle coltivazioni GM; sono
indicate misure molto restrittive per assicurare la
segregazione delle sementi tradizionali da quelle
transgeniche e l'obbligo di una etichettatura dei
prodotti.
Ultima ma non meno importante, in questo regolamento
è stabilito che gli stati membri dell'UE hanno il
diritto di rifiutare l'importazione delle sementi modificate
geneticamente.
In Italia la normativa vigente consente di coltivare solo a
scopo sperimentale piante modificate geneticamente
(pomodori, patate, colza, ma soprattutto soia e mais).
5 -a: I dati più aggiornati sono quelli del Joint
Research Center della Commissione Europea, dove si parla di
227 rilasci di OGM in Italia: dalle piante classiche fino
alle novità come melanzane, olive, radicchio, patate,
meloni, fragole.
Per ognuno di questi rilasci l'ente europeo indica il numero
del brevetto e le finalità dello studio, ma non la
sua localizzazione, che dovrebbe essere resa pubblica dal
Ministero della Sanità: ad oggi però le
localizzazioni dei campi sperimentali restano segrete,
sebbene sia noto che le Marche è una delle regioni
più interessate.
Torna all'inizio
6- L'unico modo per garantire uno sviluppo armonico delle biotecnologie è innanzitutto colmare il divario che si è creato tra scienza, consumatori e regolamentazione dell'immissione nel mercato di questi nuovi prodotti.
6- a: In questa ottica a
Montreal il 29 Gennaio 2000 i delegati di 131 Paesi aderenti
all'ONU hanno siglato un Protocollo sulla Biosicurezza che
sarà definitivo entro il 2002.
Con questo documento si vuol regolamentare il commercio
internazionale di sementi e di materie prime derivanti da
OGM o utilizzate per produrli, quindi piante, animali,
batteri.
Sono previste norme che autorizzano gli stati a proteggere i
loro mercati: facoltà di chiudere le frontiere agli
OGM e loro derivati (compresi i mangimi) quando siano
ritenuti in grado di minacciare la sicurezza sanitaria e
quella ambientale.
Vengono inoltre definite norme rigorose per l'imballaggio di
tali prodotti e l'adozione di una etichettatura allertante:
"potrebbe contenere OGM".
Queste norme sono state accettate con qualche malumore dai
principali Paesi produttori di OGM (America e Canada) e dal
gruppo di Miami (Australia, Argentina, Brasile, Cile,
Paraguay, Uruguay).
Nello stesso 29 Gennaio a Davos, in Svizzera, il Presidente
americano Clinton si è mostrato aperto al dialogo,
invitando tutte le parti a superare la politica degli
interessi contrapposti e ad affrontare senza durezze i
negoziati commerciali.
Tuttavia l'Unione Europea e i paesi non industrializzati
temono che le piante transgeniche si vadano gradualmente a
sostituire a quelle autoctone infliggendo gravi danni alla
biodiversità.
Indubbiamente l'avvento degli OGM rappresenta una
rivoluzione scientifica e tecnica di dimensioni e
prospettive enormi.
Ci sono ancora molte domande sugli OGM che non hanno avuto risposta, altre risposte tardano ad arrivare dagli organi competenti.
Torna all'inizio
7) : Tutti
i cittadini sono anche consumatori, quindi l'argomento OGM
interessa da vicino un grande numero di persone, adulti e
bambini.
Nel Maggio 1999 è stata condotta un'indagine di
opinione nei vari punti vendita Esselunga dislocati al
Centro-Nord, dalle risposte fornite dai clienti intervistati
è emerso che il 50,7% è a conoscenza del
significato di "geneticamente modificato" e, di questi l'80%
si è dichiarato contrario ad acquistare alimenti con
l'etichetta OGM.
7-a: La catena di supermercati Esselunga per prima ha
affrontato il problema OGM, autocertificandosi e garantendo
esenti da OGM tutti i propri prodotti (quelli con marchio
Esselunga).
Successivamente anche altre catene italiane hanno seguito
questa strada certificando i propri prodotti OGM-free,
coinvolgendo anche i fornitori in un'analoga politica di
trasparenza, invitando le aziende alimentari a segnalare,
tramite una scheda, quali prodotti siano esenti da
ingredienti e additivi derivati da piante transgeniche.
Questa iniziativa è stata supportata da una
pubblicazione di un elenco di prodotti venduti nei
supermercati Esselunga di tutte le marche che si sono
autocertificate OGM free.
L'elenco, consultabile presso le sedi Esselunga, raccoglie
solamente i prodotti appartenenti alle classi di alimenti
coinvolti dalla problematica dei prodotti transgenici che ad
oggi riguarda il mais, la soia e i loro derivati; per tale
motivo potrebbero non comparire nell'elenco aziende o
prodotti senza che ciò possa ipotizzare alcuna scelta
specifica nel merito degli ingredienti transgenici.
Anche altre catene europee della grande distribuzione
alimentare si sono impegnate nel garantire al consumatore la
completa trasparenza e la sicurezza degli alimenti
acquistati: per questo hanno fondato un consorzio per creare
una sinergia tra le attività di controllo delle
singole aziende.
Aderiscono a questo consorzio: l'italiana Esselunga, la
svizzera Migros, la francese Carrefour, la belga Delhaize,
la irlandese Superquinn e le inglesi Sainsbury's e Marks
& Spencer.
Fino ad oggi quindi la autocertificazione garantisce i
prodotti esenti da OGM, ma per il futuro è
auspicabile che si giunga ad un sistema di etichettatura
controllato, trasparente e garantito da enti
indipendenti.
Torna all'inizio
|