|
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
Studio Nutrizionale LRP |
|
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
News |
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
Aumentano gli obblighi di informazione per chi
produce e vende - Giugno2004 |
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
UOVA: targa sul guscio LATTE: più a lungo in frigo CAFFEINA: ora sai quanta ne bevi ESCE: per non pagare anche il ghiaccio CARNE: ripieno senza segreti ACQUA: trasparenza al ristorante |
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
Gli Alimenti del nuovo millennio
tra speranze e timori - Aprile 2004 |
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
Nello scenario in cui è posta attualmente la nutrizione, ovviamente ha avuto un ruolo importante lo sviluppo delle tecnologie, connesse alla produzione industriale degli alimenti, poiché ha determinato una migliore sicurezza igienico - sanitaria, specifiche qualità e caratteristiche agli alimenti e la creazione di "alimenti innovativi" (i prodotti funzionali, i natraceutici, i dietetici, i fortificati, gli alleggeriti, alimenti per il fitness, per lo sport e per la senescenza, i probiotici e i prebiotici, i substrati su misura di interesse metabolico e terapeutico, i transgenici). Gli alimenti innovativi rappresentano in questo momento, il segmento di maggiore sviluppo dell'industria alimentare ed esercitano un forte richiamo sui consumatori, particolarmente delle aree economicamente più sviluppate. Tuttavia all'alba del millennio appena avviato, il mondo alimentare presenta taluni problemi in ordine alle proprietà, alla qualità e agli effetti degli alimenti, per le modificazioni connesse con la complessità delle tecnologie industriali e con le conseguenze delle manipolazioni, delle contaminazioni fisiche, chimiche e biologiche, tutti fattori determinanti sotto l'aspetto della sicurezza e delle caratteristiche qualitative dei prodotti alimentari. I "functional foods" e in genere i prodotti innovativi nella diversa natura, rappresentano un gruppo di alimenti o di ingredienti di alimenti con caratteristiche definite, mirati alla modificazione di regimi dietetici o ad intervenire sulle proprietà funzionali in relazione alla natura chimica, biochimica, metabolica e microbiologica. Esempi di "alimenti funzionali" sono:
In questa area vanno inclusi anche componenti "bioattivi" che inseriti nel regime alimentare, sono in grado di modificare le relazioni tra nutrienti e funzioni organiche, nonché i prodotti sviluppati attraverso la manipolazione genetica. Il comparto alimentare innovativo che è all'attenzione, nel bene e nel male, a vari livelli, è quello che si basa sull'utilizzo dell'ingegneria biogenetica e cioè i cosiddetti "Alimenti Transgenici". La Biogenetica nel mondo dell'alimentazione e della nutrizione, deve essere considerata una Scienza che può contribuire a modificare utilmente la produzione degli alimenti a fini specifici. Comunque l'utilizzazione dell'ingegneria biogenetica pone ancora problemi relativamente alla sicurezza d'uso e alla qualità degli alimenti. Taluni settori interessati al problema, ritengono insufficienti e discutibili le esperienze sugli alimenti transgenici perché basate prevalentemente su ricerche su animali. Inoltre le tecniche biognetiche nelle colture transgeniche per la produzione agroalimentare, comporterebbero rischi all'ambiente e all'ecosistema. Vengono in particolare avanzati sospetti e timori per rischi di allergie connesse a proteine originate da geni inseriti artificialmente nei prodotti alimentari o per effetti tossici causati da prodotti modificati per renderli più resistenti oppure per l'aumento delle resistenze agli antibiotici da parte dei batteri in relazione agli OGM che codificano resistenze (Fig.1). Fig.1
Nonostante la direttiva europea che obbliga ad indicare in etichetta la presenza di organismi geneticamente modificati, lontana ma preoccupante appariva la possibilità che l'export statunitense e canadese del grano potesse essere colpito da un boicottaggio. E così la Monsanto, la più grande produttrice di sementi geneticamente modificate, ha deciso di sospendere la commercializzazione del suo grano transgenico. L'azienda intende comunque continuare a monitorare il mercato per valutare il " se e il quando" riproporre al mercato il grano transgenico. Per il composito mondo che si oppone ai "cibi di Frankenstein" è una vittoria netta e in larga parte inattesa; così il pane, la pasta e la pizza sono al sicuro dai rischi di contaminazione che il via libera alla commercializzazione di grano biotech sul mercato globale, avrebbe certamente favorito. La scelta della Monsanto segue quella della Bayer di ritirare la richiesta di commercializzazione, in Gran Bretagna, di una varietà di mais transgenico che aveva già avuto il nulla osta delle autorità sanitarie britanniche. Si citano esempi di danni da assunzione di integratori ottenuti da batteri OGM come il caso verificatosi negli USA di 37 morti per l'uso di triptofano ottenuto con queste tecniche. La Natura ha creato spontaneamente degli ibridi senza l'intervento della scienza e delle tecniche biogenetiche (ad esempio la colza è un incrocio tra cavolo e rapa e le pesche-albicocca, le pesche-noce, sono nate senza l'intervento dell'uomo) e tenuto presente che tuttel le attività umane comportano rischi ecologici, biologici, igienico-sanitari e che nessuna ipotesi scientifica può garantire l'assenza totale di danni alla produzione degli alimenti, è lecito chiedersi se è possibile rinunciare a priori alle tecniche transgeniche, di fronte a problematiche altrimenti non risolvibili come la domanda di alimenti per le aree depresse e la necessità di produrre alimenti di interesse cliniconutrizionale ottenibili solo con tecniche biogenetiche. Le innovazioni nelle biotecnologie hanno infatti portato nell'ultimo decennio contributi di grande importanza per la nutrizione clinica, migliorando per esempio le modalità tecniche di assunzione, assorbimento e metabolismo di componenti strutturali degli alimenti nelle anomalie del tubo digerente. Sono stati così messi a disposizione tipi di alimenti e substrati nutritivi, che hanno dato risultati in precedenza non conseguibili nel trattamento di varie patologie. La sfida nell'immediato futuro per la nutrizione in generale con l'ausilio di queste tecniche, riguarderà la produzione di alimenti capaci di aiutare nella prevenzione di forme patologiche (specie di interesse immunitario e degenerativo) (Fig.2). Fig.2 _ Funzioni Fisiologiche dove si può intervenire
La ricerca scientifica non ignora le paure della società civile ed è impegnata a stabilire se e in quale misura gli alimenti biogeneticamente manipolati mantengono inalterato l'equilibrio metabolico ed immunologico e continue sono le risposte che possono essere date anche per merito di valide metodiche di analisi basate sulla biologia molecolare (i saggi immunologici, la PCR), sui rapporti isotopici, sull'analisi strutturale (MS, NR-NMR, IR) e sulle proprietà fisiche, che consentono di individuare negli alimenti la presenza degli OGM e di numerose altre sostanze tossiche o comunque nocive per la salute umana. L'Autorità Alimentare Europea ha indicato una strategia ispirata all'esigenza di garantire la sicurezza alimentare agli standard di più elevato livello e comunque tali da assicurare la protezione del consumatore nei confronti di contaminanti, di additivi, delle sostanze aromatizzanti, degli effetti del condizionamento e dell'irradiazione, della manipolazione degli alimenti, nonché per il relativo utilizzo L'Italia ha recepito le direttive europee e per le problematiche relative agli organismi modificati ha costituito il Comitato Nazionale per la Biosicurezza e le Biotecnologie che ha lo scopo di valutare e controllare i rischi derivanti da agenti biologici e curare l'informazione e la diffusione delle conoscenze tecnico-scientifiche sulle Biotecnologie. La scienza dell'alimentazione italiana, nelle sue diverse branchie, può considerarsi all'avanguardia in molti settori nella ricerca sia di base che applicata. Ad esempio è avanzato in Italia lo studio delle forme e associazioni biochimiche degli alimenti, che ha portato contributi importanti per normalizzare taluni meccanismi metabolici, come l'impiego di analoghi di composti di difficile se non impossibile utilizzo, come per esempio la glutammina, oppure l'impiego di peptidi stabili e solubili in alta misura quale via di somministrazione di aminoacidi talvolta difficile. Uno dei settori di particolare interesse è quello che prende in esame la popolazione di età avanzata e riguarda la produzione di alimenti che rispondano al registro delle capacità sensoriali: si studia di produrre tipologie di prodotti con una ricostruzione diversificata dei componenti nutrizionali, affinchè siano meglio gestibili sotto l'aspetto delle qualità organolettiche. Conclusioni All'inizio del nuovo millennio appare necessaria una riconsiderazione della relazione Alimenti -> Tecnologie alimentari -> Nutrizione -> Salute L'applicazione della biologia molecolare e della tecnologia genetica al campo della nutrizione, che oggi ha un'immagine negativa in buona parte dell'opinione pubblica, potrà rispondere con maggiore efficacia ai requisiti di innocuità. Sulla base delle necessità terapeutiche, si dovranno approfondire la valutazione dei rischi, la tollerabilità ed i limiti del dosaggio degli alimenti, per così giungere a strategie nutrizionali di natura terapeutica sempre più avanzate e sicure. Accanto ai miglioramenti scientifici e tecnologici della produzione degli alimenti, dovrà però essere sviluppata una grande opera di educazione alimentare e di pedagogia nutrizionale che dovranno divenire strumenti basilari e di facile accesso per i consumatori a tutti i livelli, condizioni economiche, ambientali e sociali. La scienza e la tecnologia agroalimentare nel campo degli alimenti, sono quindi chiamate ad una sfida, che è affascinante sotto il profilo scientifico e importante sotto l'aspetto sociale ed economico. |
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
Biopirateria: il premio "Capitan
Uncino" - Marzo 2004 |
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
Nel 1995, in occasione della Convenzione sulla Diversità Biologica di Giakarta, si è costituita la Coalizione contro la Biopirateria, la CAB. In seguito la CAB, partecipando a varie Convenzioni sulla Diversità Biologica (Nairobi (2000), Aia (2002)), ha presentato un premio originale, quello della biopirateria denominato "Premio Capitan Uncino". Tra i vincitori di quest'anno troviamo una società olandese che vorrebbe brevettare delle varietà di cereali etiopici (Eragrostis) per usarli in Europa. Questi cereali vengono utilizzati in Etiopa per un gran numero di scopi, per esempio per produrre farina per un tipo particolare di pane, per produrre una bevanda fermentata, oppure vengono usati come foraggio di altissima qualità. La brevettazione dell'Eragrostis causerebbe gravissimi danni alla già provata economia etiope. Tra gli altri vincitori troviamo una società australiana che vorrebbe brevettare le sequenze non codificanti del DNA di tutti gli organismi viventi. Se tali richieste di brevetto sembrano bizzarre, basta ricordare che sono già state brevettate le cellule del cordone ombelicale umano, dalla ditta statunitense Biocyte, per cui ogni medico che intenda usare cellule di qualsiasi cordone ombelicale a scopi terapeutici dovrebbe pagare i diritti alla Biocyte. Sempre sulla questione della biopirateria è di questi giorni la notizia che J. Craig Venter sta conducendo una spedizione oceanica, alla ricerca di geni commercialmente utili di organismi rari presenti nell'ambiente marino, per creare nuove forme di vita da ingegnerizzare per scopi industriali. La produzione di vite nuove solleva inquietanti interrogativi circa il controllo pubblico della biodiversità e sulla sua privatizzazione garantita da brevetti, ed apre un solco profondo tra la società civile ed i governi sul modo di gestire le nuove tecnologie. E' ovvio che tali avvenimenti sollevano più di un problema di carattere etico e sociale ed è altrettanto ovvio che, in assenza di regolamentazioni, la corsa alla biopirateria non farà che accelerare senza rispetto dei diritti delle popolazioni del Terzo mondo e dei problemi etici ed ambientali. |
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
Miele - Febbraio 2004 |
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
Il miele è una sostanza zuccherina ottenuta per trasformazione
e arricchimento del nettare raccolto dalle api, deposto nei favi e ivi
fatto maturare.
Oltre ad essere un alimento estremamente prezioso e completo, agisce
da farmaco naturale, è un moderato lassativo (contiene mannite),
un regolatore del funzionamento degli organi sessuali femminili, sedativo,
migliora il sonno (fa aumentare il livello di serotonina nel cervello),
regola il tono psichico e migliora la capacità di lavoro intellettuale,
è antianemico, migliora la tosse, rilassa, distende, protegge la
mucosa gastrica, è un cicatrizzante per ferite; al contrario dello
zucchero, non solo non è cariogeno, ma se è integrale ,
fresco e ben conservato, previene la carie. Vediamo i mieli naturali monofloreali di nostro interesse: E' importante consumare il miele naturale e non quello prodotto a livello industriale perché quest'ultimo subisce il processo di pastorizzazione (viene riscaldato a 78°C per 6 - 10 min), procedimento che porta alla perdita di enzimi, vitamine e altre sostanze termolabili. Come si riconosce un miele naturale?
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
Pesci Transgenici - Gennaio 2004 |
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
Gli OGM, organismi geneticamente modificati, hanno rappresentanti in
numerose specie animali, in particolare animali da laboratorio e domestici;
nel campo dell'alimentazione, i pesci sono al momento i principali oggetti
delle tecnologie transgeniche.. |
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
Legumi - Gennaio 2004 |
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
Le leguminose (ceci, fagioli, lenticchie, fave, piselli, lupini, cicerchie,
fieno greco o trigonella, soia) sono state coltivate dall'uomo in tutti
i continenti: fagioli in America, soia Asia orientale, in Egitto le lenticchie
erano presenti già nel 2400 - 2000 a.C., i ceci erano coltivati
nel Mediterraneo già nella preistoria, la coltivazione della fava
risale almeno all'età del bronzo, i piselli erano presenti già
nel 4500 a.C., i lupini infine risalgono almeno all'età romana. Il gruppo principale dei fitoestrogeni è costituito dagli isoflavoni (es. genisteina e daidzina), comuni nelle leguminose, soprattutto nella soia e suoi derivati; altri gruppi sono lignani, presenti nei semi di lino, cereali integrali e alcuni vegetali e frutti, che di per se non hanno attività estrogenica, attività che invece caratterizza i metaboliti intestinali, mammilian lignans e i coumestani (coumestrolo) presenti nelle leguminose. Il metabolismo dei fitoestrogeni nell'uomo è stato oggetto di numerosi studi e sperimentazioni sia in vitro che in vivo i cui risultati non sempre sono concordi; studi epidemiologici hanno evidenziato che diete ricche in legumi e prodotti a base di soia e alimenti con alte quantità di isoflavoni possono avere un ruolo rilevante nella prevenzione di alcune patologie cronico - degenerative, quali malattie cardiovascolari, osteoporosi e alcuni tipi di tumori quali tumori alla prostata e alla mammella. Va ricordato che i semi di molte leguminose, se mal conservati, possono
ammuffire e diventare estremamente pericolosi. Infatti l'Aspergillus
flavus che si può sviluppare elabora una serie di potenti veleni,
le aflatossine, altamente lesive del fegato e considerate tra i
più potenti concerogeni. |
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
Radiazioni ionizzanti e alimenti
- Dicembre 2003 |
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| Le radiazioni ionizzanti
sono particelle e onde elettromagnetiche dotate di potere altamente penetrante
nella materia. Nell'industria alimentare le radiazioni ionizzanti sono utilizzate per eliminare batteri, muffe e insetti e per aumentare il tempo di conservazione dei cibi. Il procedimento consiste nell'esporre i cibi introdotti in apposite celle, a fasci di radiazioni emesse da elementi radioattivi quali Cesio 137 e Cobalto 60. Ogni cibo può subire una dose differente di radiazioni, in base alla sua presunta contaminazione, adottando un diverso tempo di esposizione. In Italia è consentito questo trattamento solo su 4 cibi: aglio, cipolle, patate e spezie; negli Usa invece il trattamento si estende anche a carne, uova, frutta e verdura. Nell'Unione Europea è obbligatorio informare i clienti se i prodotti in vendita o gli ingredienti in esso contenuti siano stati sottoposti a irradiazione con una apposita etichettatura; l'etichettatura americana invece prevede solo l'informazione nel caso in cui il prodotto sia intero e non per gli ingredienti. Quali possono essere le conseguenze sull'integrità dei prodotti e sulla salute delle persone? Purtroppo tutt'oggi la documentazione relativa a quelli che possono essere gli effetti a lungo termine non è sufficiente a poter rispondere a tale interrogativo. Secondo le associazioni dei consumatori e di alcuni esponenti dell'Inran (Istituto nazionale di ricerca per gli alimenti e la nutrizione) l'irraggiamento non si limita purtroppo alla sola azione battericida ma comporta anche una riduzione dei nutrienti con la parziale distruzione di vitamina A, B, C, E, acidi grassi essenziali e altri componenti. Inoltre si ha anche la formazione di radioliti, composti chimici che non esistono naturalmente negli alimenti sulla cui sicurezza si hanno ancora poche informazioni. Negli acidi grassi delle uova ad esempio, si possono formare idrocarburi, alcuni dei quali possono dare origine a delle allergie, altri sono noti cancerogeni. In attesa di avere maggiori informazioni e quindi certezze prevale in principio di precauzione. Attenzione quindi alle etichette! Recentemente è stata avanzata la proposta di sostituire la dicitura "radiazioni ionizzanti" con quella forviante di "pastorizzazione a freddo", in contrasto con le richieste di chiarezza e trasparenza dei consumatori, per i quali si dovrebbero anche specificare: luogo dove è avvenuto il trattamento, data e dose utilizzata. |
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
Cibi e malattie da raffreddamento
- Novembre 2003 |
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| La vitamina C o
acido ascorbico è un importante alleato del nostro sistema immunitario
facilmente reperibile in quanto ne sono ricchi frutta e verdura. Ha molteplici funzioni: è antinfettiva, antiossidante, antiemorragica, presiede alla salute, del tessuto connettivo, dei capillari della ghiandola surrenale; migliora l’assorbimento di ferro e di altre vitamine. E’ però una vitamina molto delicata: è termolabile perciò si denatura al calore (cottura dei cibi), viene persa con un lavaggio troppo prolungato e con il semplice trascorrere del tempo, l’affumicatura ed il congelamento dei cibi sono tecniche che ne diminuiscono il contenuto; il fumo, l’alcol e lo stress la distruggono. Ortaggi e frutti tagliata pezzi vanno consumati subito per evitare la sua ossidazione e diluizione. Altro fattore importante nel prevenire le classiche patologie della stagione fredda è il ß carotene, precursore della vitamina A; esso infatti mantiene l’integrità degli epiteli e delle mucose che sono le prime barriere fisiche del nostro organismo nei confronti degli agenti esterni, microbi compresi. Quali sono i cibi che contengono questi ed altri fattori e che per tale motivo possiamo definire antisettici? Kiwi E’ il frutto tra quelli coltivati con, in media il più alto contenuto di vitamina C (85 mg) è dunque un potente antinfettivo naturale e antianemico grazie alla triade Vitamina C – Ferro – Rame; occorre tener presente che il contenuto della vitamina C dipende dalla varietà (cultivar) e dalla permanenza in magazzino: ad es. il Kiwi piu’ coltivato in Europa è l’Hayward, ha frutti grossi e contiene 80 – 150 mg di vitamina che scende a 50 mg dopo 5 mesi di conservazione; il più piccolo Bruno contiene 150 – 300 mg di vitamina che scende a 100 mg dopo 150 gg di conservazione. Papaia Notevole antinfettivo e anticancro per il suo notevole contenuto in vitamina C (60 mg) e vitamina A (ß carotene) (265 µg). Peperoni Il peperone dolce ha un elevato contenuto in vitamina A (424 µg) ed è il vegetale coltivato in Europa avente il più alto contenuto in Vit C (166 mg), agisce pertanto come antinfettivo e fortificante degli epiteli inclusi quelli dei vasi sanguigni; per contenere queste proprietà andrebbe preferibilmente consumato crudo. Erbe aromatiche Le erbe aromatiche hanno numerose funzioni in cucina: insaporiscono cibi e pietanze, permettono un ridotto consumo di sale, con il loro potere antiossidante (evitano l’irrancidimento dei cibi) e con il loro carattere antibiotico (aglio e prezzemolo) che non fa crescere alcuni tipi di batteri ci aiutano a conservare il cibo; sono anche equilibratori del sistema ritmico centrale e difensori della giovinezza e salute dell’organismo. Hanno infatti potere antiossidante quindi contrastano i radicali liberi; inoltre l’acidità e l’alta resistività (capacità di opporsi alla trasmissione del calore e dell’elettricità) sembrano ostacolare la proliferazione dei microbi. Esempi: la menta è un potente antiossidante con notevoli capacità antimicrobiche; il chiodo di garofano antivirale; la cannella antinfluenzale, vermifuga e antiputrefattiva intestinale; il cardamomo antisettico; il cerfoglio antifebbrile; i chiodi di garofano sono antisettici e disinfettanti; la cipolla antibiotica, antinfettiva; il curcuma antibatterico nei confronti di colibacilli, bacilli del tifo, stafilococchi e streptococci; il prezzemolo è ricco in vitamina C e A; rosmarino è un ottimo antisettico e antiossodante per la presenza di carnosolo; il timo antimicrobico, utilizzato nella cura della pertosse, bronchiti, in altre malattie da raffreddamento e polmonari, malattie infettive. Attenzione: per non far perdere agli aromi le loro proprietà è bene rispettare una regola: le erbe aromatiche (fiori e foglioline sottili) non devono mai essere cotte ma vanno aggiunte qualche istante prima che la pietanza venga tolta dal fuoco; le foglie dell’alloro, gli steli più coriacei e i semi interi (finocchio, anice) tollerano una brevissima cottura. Miele Fin dall’antichità veniva utilizzato come farmaco per uso interno ed esterno: antinfettivo, antiacido per lo stomaco, antibiotico, tonico digestivo; inibente dello streptococco e stafilococco di alcuni batteri enterici e del Clostridium botulinum, per questo è un ottimo presidio immunologico per tutti in particolare agisce come fattore di difesa per i bambini entro il primo anno di vita. Su quali siano i principi responsabili di questa azione antibatterica non ci sono ancora certezze ma solo ipotesi: per alcuni essendo igroscopico sottrae umidità ai batteri causandone la morte; per altri le responsabili sono le sostanze minori, non zuccherine ovvero gli oli essenziali aromatici (terpenoidi) e alifatici quali il pinene, canfene, eucaliptolo, linalolo, alcol benzilico, farsenolo, limonene ed ecoesano. Le proprietà terapeutiche di ogni tipo di miele seguono le indicazioni della fitoterapia e dell’aromaterapia, in quanto derivano da quelle degli oli essenziali e degli altri principi attivi contenuti nelle piante i cui fiori sono stati bottinati dalle api. Vediamo i mieli naturali monofloreali di nostro interesse Abete: antisettico generale e antinfiammatorio delle vie respiratorie; eucalipto: antisettico generale delle vie respiratorie e urinarie; girasole: febbrifugo; lavanda: antisettico generale e antinfiammatorio; timo: antisettico generale. E’ importante consumare il miele naturale e non quello prodotto a livello industriale perché quest’ultimo subisce il processo di pastorizzazione (viene riscaldato a 78°C per 6 – 10 min), procedimento che porta alla perdita di enzimi vitamine e altre sostanze termolabili. Yogurt probiotici Contengono batteri che colonizzano l’intestino portando ad un aumento di ac. grassi a catena corta tipo l’ac. caprilico che permette un miglior funzionamento dell’intestino con prevenzione nella colite e gonfiore addominale. E’ un vero farmaco contro gli agenti patogeni e putrefattivi intestinali. I fermenti presenti rafforzano i batteri utili della flora intestinale, permettendo la sintesi delle vitamine e una migliore utilizzazione degli elementi nutritivi che qui vengono riassorbiti. Lo yogurt potenzia le difese immunitarie grazie alla presenza dei lattobacilli che produco sostanze antimicrobiche come ac. lattico, ac. acetico, ac. benzoico e il perossido d’idrogeno. In particolare il Lactobacillus bulgaricus moltiplica le cosidette Natural Killer,particolari cellule del sist immunitario addette a combattere le infezioni e aumenta la quantità d’interferone. |
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
Salmone - Ottobre 2003 |
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| Da sempre considerato
un pesce molto grasso e molto calorico, il salmone recentemente è stato
"rivalutato" e annoverato tra gli ingredienti perfetti per chi è attento
al proprio stile alimentare. Per ottenere vantaggi apprezzabili per la salute,
si consiglia, al pari degli altri tipi di pesce ricchi di acidi grassi Omega-3,
di consumarlo due volte la settimana. Il salmone è un pesce tipico dei mari freddi del Nord (come Scozia, Norvegia e Canada) le cui caratteristiche nutritive variano a seconda se la pesca è avvenuta in fiume o in mare. Infatti il salmone è un pesce migratore, perché vive nell'acqua dolce dei fiumi solo per i primi due anni di vita, poi si sposta nel mare e ritorna nei fiumi solo nel periodo della riproduzione. Un salmone giovane ha valori di grassi e proteine molto diversi da quelli di un esemplare adulto: a seconda dell'età (e dunque delle dimensioni del pesce), il contenuto di lipidi varia dal 6% al 12%. Il grasso del salmone non è costituito da acidi grassi saturi, quelli dannosi per le arterie, ma è un grasso "buono", ossia ricco di acidi grassi polinsaturi (Omega 3): in 100 g di salmone fresco se ne trovano 1,8 g; dosi inferiori sono presenti nel salmone affumicato e in quello conservato. Bastano 30 g di salmone al giorno per coprire il fabbisogno del nostro corpo di questi acidi grassi polinsaturi, che svolgono un'azione preventiva nei confronti di gravi patologie dermatologiche e cardio-vascolari. Gli Omega-3 agiscono su tre fronti: riducono il tasso di trigliceridi nel sangue (uno dei maggiori responsabili dell'aterosclerosi), abbassano la pressione e combattono l'aggregazione piastrinica, prevenendo la coagulazione del sangue e la conseguente ostruzione delle arterie. Gli Omega3 sono classificati come "acidi grassi essenziali", ovvero sono molecole che il nostro organismo è incapace di sintetizzare e che quindi devono essere apportati da alimenti che ne contengano un'alta percentuale: ecco che diventa importante introdurre tutte le settimane il salmone nella propria dieta. Gli ultimi studi sugli Omega-3 hanno evidenziato anche che essi influiscono positivamente sull'umore, rafforzano la memoria e accrescono l'attenzione e la capacità di concentrazione. E sono risultati protettivi anche verso il morbo di Alzheimer e la sclerosi a placche. Gli acidi grassi della serie Omega 3 svolgono un ruolo fondamentale per lo sviluppo del cervello e della retina. Gli Omega-3 sono acidi grassi essenziali che derivano dall'acido grasso alfa-linoleico e da questo, attraverso processi di allungamento e di saturazione, si formano tutti gli acidi grassi della serie Omega-3. Il consumo settimanale o bisettimanale di pesci con Omega-3, è particolarmente consigliato alle gestanti e alle nutrici per ottimizzare lo sviluppo del sistema nervoso del bambino. E' altrettanto consigliabile nella terza età per mantenere il più a lungo possibile fluide le membrane dei neuroni. L'ideale sarebbe consumare cibi contenenti Omega-3 insieme a quelli ricchi di vitamine antiossidanti, come la vitamina C ed il Betacarotene; ad esempio: salmone alla griglia con julienne di carote. Di pari passo al contenuto in grassi, anche il contenuto proteico varia a seconda dell'età del salmone: infatti mentre da giovane contiene il 16-17% di proteine, da adulto ne contiene il 19-20%. Queste proteine sono paragonabili a quelle delle carni bovine, perché sono complete di tutti gli amminoacidi essenziali. Con 100 g di salmone un adulto copre un terzo del fabbisogno quotidiano di queste proteine dette "nobili". Inoltre le proteine del pesce sono molto digeribili a ogni età e, rispetto agli animali di terra, il colesterolo è la metà. Altri nutrienti importanti apportati dal salmone sono: la vitamina D, preziosa per la fissazione del calcio nelle ossa; la vitamina E, efficace antiossidante, le vitamine A, B6, B12, niacina e riboflavina. Calcio e fosforo, sono presenti in buone quantità nel salmone, così come il ferro, lo iodio, lo zinco e il magnesio. In commercio possiamo trovare tre tipologie di salmone: fresco, conservato sotto sale o affumicato. A) FRESCO Arriva freschissimo dai mari del Nord, normalmente appartiene alla specie "salmo salar" e, per legge viene venduto già eviscerato, a tranci o intero (e in quest'ultimo caso senza interiora). Al momento dell'acquisto, per capire se è veramente fresco, occorre fare attenzione ad alcuni dettagli:
* il salmone d'allevamento può essere presente nelle nostre tavole durante tutto l'anno e non solo da maggio ad agosto, ossia nella stagione della pesca grazie all'acquacoltura. * il salmone selvaggio: ne esistono 5 varietà (salmone dell'Atlantico, king o chinook, rosso, argentato, rosa); è considerato il migliore perché il movimento continuo garantisce carni più compatte. Ed è ovviamente il più caro. Il salmone nasce nei fiumi, scende fino al mare per poi risalire nuovamente i fiumi, in un lungo e faticoso viaggio controcorrente per andare a deporre le uova in acque fredde e ben ossigenate. Il momento in cui viene pescato è proprio quando inizia a risalire i fiumi per riprodursi. B) AFFUMICATO Rispetto a quello fresco, il salmone affumicato contiene più proteine e meno grassi: il contenuto proteico si aggira sul 23-24%, mentre quello lipidico scende al 4,5%. Non c'è invece differenza tra i due per quanto riguarda la vitamina E e gli Omega 3. Sia il sale, che il processo di affumicatura hanno lo scopo di estrarre l'acqua dal pesce ed evitare così la formazione di batteri. I legni aromatici usati per affumicare il salmone sono castagno, betulla, faggio, ontano e quercia.
C) IN SCATOLA E' meno saporito, ma più leggero e digeribile. Il salmone in scatola conserva gran parte dei nutrienti presenti in quello fresco, anche se aumentano le proteine e diminuiscono i grassi (compresi quelli "buoni"). E' particolarmente ricco di calcio (66 mg ogni 100 g di prodotto contro i 12 mg della stessa quantità di salmone fresco), ha una buona percentuale di sodio (540 mg ogni 100 g di prodotto contro i 57 mg del salmone fresco), il che ne fa un alimento non adatto a chi deve seguire una dieta iposodica. |
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
Gonfiori addominali - Settembre
2003 |
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| GONFIORI ADDOMINALI
Tra le cause dei gonfiori addominali possiamo, tra le altre cose, annoverare intolleranze alimentari e le vere e proprie allergie (es al glutine, lattosio…). E' pertanto opportuno accertarsi se la persona che accusa frequentemente tale disturbo mostra intolleranza verso una o più sostanze con l'ausilio di un esame del sangue: in base alla risposta immunitaria l'alimento verrà sospeso per 1 mese o più e reintrodotto gradualmente. In caso di allergia (che viene testata con prove allergiche) occorre eliminare del tutto l'alimento e per sempre. Nella maggior parte dei casi i gonfiori si verificano sporadicamente, favoriti dall'assunzione di alcuni cibi, bevande o da particolari abitudini e stile di vita. Cosa evitare: acqua gassata, birra, alcolici, brassicacee (cavolo - solo se cotto, da crudo non da problemi - cavolfiore, rapa e verza), legumi, uva passa, cibi grassi cotti (fritti e soffritti), creme e panna montata. Rimedi: - È buona norma masticare il boccone a lungo, sorseggiare le bevande e mangiare in situazioni adatte, che non rechino tensione (ideale: senza televisione, senza discussioni tra commensali). - Avere una buona dentatura. - Non masticare gomme. - Dopo i pasti principali si consiglia l'assunzione di tisane a base di: FINOCCHIO LIQUIRIZIA Proprietà: antinfiammatoria, antispasmodica, emolliente, digestiva, ritentrice di acqua. CAMOMILLA - Proprietà: sedativa, antispasmodica, antinfiammatoria, lenitiva. MENTA PIPERITA - Proprietà: carminativa, antinfiammatoria, antifermentativa, digestiva, antispasmodica, leggermente analgesica. ANICE VERDE - Proprietà: carminativa, antinfiammatoria, antisettica, digestiva, antispasmodica. COMINO - Proprietà: carminativa, digestiva, antisettica, antispasmodica. CORIANDOLO - Proprietà: carminativa, digestiva, antisettica, antispasmodica. - Regolarizzare l'intestino - Bere acqua Uliveto o comunque un' acqua che faciliti il processo digestivo. - Aumentare l'apporto di microrganismi probiotici con yogurt e fermenti lattici. - Aumentare l'apporto di inulina L'inulina, carboidrato complesso (polisaccaride), è formato da un insieme di catene di fruttosio. Presente in natura in alcune piante come sostanza di riserva, è considerata una fibra solubile. L'assunzione di inulina comporta uno spiccato aumento nel tratto intestinale della presenza di Bifidobatteri e Lattobacilli (fermenti lattici importantissimi per una corretta digestione e per la salute del colon) e una contemporanea e massiccia diminuzione del numero dei batteri ritenuti nocivi. L'inulina quindi favorisce il riequilibrio della flora intestinale, potenziandone l'attività e migliorandone il metabolismo. L'integrazione di inulina associata ai fermenti lattici vivi è importantissima per ottenere processi digestivi migliori e per la riduzione della formazione di gas a livello intestinale. - Assumere preferibilmente cibi normoflatogeni: carne, pesce, pollame, verdura (ad eccezione delle brassicacee e cavolo), cereali(escluso il pane), uova, cioccolato amaro, noci e nocciole, melone. |
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
La frutta - 17 Giugno 2002 |
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| La frutta è il
cibo più vitalizzante dell'alimentazione dell'uomo. Il frutto è considerato
un forte alcalinizzante e un perfetto mineralizzante. I frutti freschi sono ricchi di vitamina A e C, di enzimi, di pectina , soprattutto nella buccia, nel torso e nei semi, di acidi organici quali l'acido malico, nella frutta con i semi, l'acido citrico negli agrumi, al tartarico nelle ciliegie all'ossalico nelle arance, fragole e lamponi, al tannico nelle mele cotogne e nei mirtilli. E' fondamentale consumare frutta di stagione. Ogni frutto ha il suo periodo ed è proprio in quel periodo che i suoi principi attivi risultano necessari all'organismo umano. Il frutto possiede una grande energia vitale che gli deriva dal sole. Ogni frutto prima di maturare è stato verde, ricco di clorofilla che si è formata per la sintesi clorofilliana grazie ai raggi solari e all'ossigeno. Per opera del sole gran parte della clorofilla si trasforma in zuccheri semplici facilmente assimilabili dall'uomo. Il frutto acquista così i colori vivaci del giallo, rosso, arancio e violetto. Tutti i frutti, anche quelli acidi (agrumi, lamponi, ribes, mirtilli) svolgono nell'organismo funzione mineralizzante e alcalinizzante, per cui i loro acidi essendo deboli, vengono ossidati facilmente favorendo la creazione di citrati e bicarbonati alcalini che fluidificano il sangue, lo mineralizzano e riportano il PH verso l'alcalinità. Questa azione alcalinizzante dei frutti è una difesa contro gli alimenti acidificanti quali carni, pesci, formaggi, uova... La frutta e soprattutto le mele, pere e uva, contengono le pectine che sono fibre alimentari in grado di produrre una gelatina in presenza di zuccheri e in ambiente acido utilissima per il transito intestinale. Non solo. Le pectine sono importanti poiché esplicano un ruolo preventivo anticancerogeno e antiradioattivo sembrano infatti in grado di assorbire le radiazioni. Le pectine riescono ad abbassare il tasso di colesterolo nel sangue e unendosi agli acidi biliari potenzialmente dannosi ed ai metalli pesanti ne facilitano l'eliminazione per via fecale. Infine è dimostrato che hanno la facoltà di fagocitare i batteri fungendo quindi da veri e propri battericidi. La frutta contiene polifenoli che possono essere considerati a tutti gli effetti farmaci naturali contro il cancro e i danni provocati dai radicali liberi svolgendo una potente azione antiossidante; nelle cellule colpite dagli agenti carcinogeni i polifenoli riducono la distruzione del DNA. Cosa significa antiossidante? L'ossigeno viene utilizzato dai polmoni e da tutte le cellule del nostro corpo che lo uitlizzano per svolgere ognuna la propria funzione. Tuttavia un po' di ossigeno "sfugge" a questo utilizzo e se ne va in giro sottraendo alle cellule idrogeno e provocandone conseguentemente l'ossidazione. A questo punto intervengono le sostanze antiossidanti tra cui le vitamine con lo scopo di combattere i radicali liberi o radicali ossigeno. Oltre questo gli antiossidanti della frutta hanno il ruolo di collaborare con l'intestino a smaltire le porteine male digerite e che possono formare sostanze cancerogene La digestione della frutta è molto veloce perché e composta di acqua e zuccheri. La digestione nella bocca lascia inalterati i componenti della mela che sono zuccheri semplici (fruttosio, saccarosio, glucosio), pectina e cellulosa. Nello stomaco continua il lavoro di impastamento e nel duodeno transita senza aver bisogno dell'intervento del fegato e del pancreas. Gli zuccheri vengono assorbiti nell'intestino tenue e nel grasso. Il fruttosio entra nella cellula senza l'intervento dell'insulina. Nell'intestino crasso avviene la trasformazione di carotenoidi in Vitamina A e la liberazione di sostanze preziose presenti nella frutta, i flavonoidi. I flavonoidi sono legati chimicamente agli zuccheri e per essere assorbiti devono essere staccati da questi. La flora batterica presente nell'intestino grasso opera questa scissione. E' importante quindi avere una equilibrata flora batterica magari tramite il consumo di yogurt. I flavonoidi hanno funzione antiossidante, antinfiammatoria, rinforzano il collagene. I flavonoidi sono: i flavoni, i tannini, le catechine, la quercitina. I terpeni appartengono alla categoria degli olii essenziali e sono sostanze cui recentemente si è scoperta la capacità di ridurre il colesterolo. Sono presenti nella buccia degli agrumi. Sono importanti per la visione diurna e notturna. Altri caroteni (licopoene, luteina, zeaxontina) che non si trasformano in Vitamina A sono importanti per l'azione antiossidante. La vitamina C ha funzione antiossidante perché cede l'idrogeno a molte molecole che perdono Ossigeno e quindi blocca il potere antiossidante. Aiuta l'assorbimento del Ferro e la formazione di collagene; blocca la trasformazione di nitrati in nitriti. PESCA La pesca è un frutto originario della Cina. Tutte le varietà fanno parte di due categorie fondamentali cioè SPICCAGNOLE e NON SPICCAGNOLE a seconda se la polpa si stacca bene o meno bene dal nocciolo. Le pesche forniscono alcuni nutrienti importanti come carotenoidi, flavoniodi e zuccheri naturali in poca quantità; infatti la pesca appartiene ai frutti meno zuccherini contiene solo 5,8 gr. di zuccheri. Contiene inoltre 27 mcg di vitamina A , 260 mg. di Potassio , 120 mg. di acido malico, 70 mg. di acido citrico. La pesca può essere consigliata nelle malattie del fegato, per problemi di stitichezza e nelle astenie. Ha un'azione diuretica e leggermente lassativa e stimola la secrezione gastrica. PERA La pera è un frutto originario dell'Asia occidentale ma è coltivata in tutto il mondo.Le pere sono fonti eccellenti di fibre idrosolubili tra cui la pectina , quindi sono utili per abbassare il colesterolo e per tonificare l'intestino. E' un frutto rinfrescante e rimineralizzante, anche diuretico, utile nella gravidanza, stimolante endocrino. Per il suo basso contenuto di zuccheri è uno dei pochi frutti concessi ai diabetici. Contiene infatti circa 9,1 gr. di zucchero per lo più fruttosio è ricca di acidi organici (malico 120 mgr, citrico 70 mgr.) FRAGOLA La fragola è un frutto acidulo e poco zuccherino (5 g. di fruttosio puro ottimo per i diabetici ed epatici), ricco di Calcio, dotato di Fosforo, ferro magnesio, cloro, zolfo, potassio, silicio, iodio, bromo, di tracce di vitamina B ed è ricchissimo di vitamina C (50-85 mg, più dell'arancia). Contiene acido malico, acido citrico, acido tartarico e tracce di acido chinico e di acido salicilico che ne fanno una sorta di "aspirina" naturale senza controindicazioni. La fragola ha proprietà antibatterica e antivirale e vista la buona presenza di pectina può essere considerato un frutto anticolesterolo. Proprio in Italia è stato sperimentato un suo potere indirettamente anticancro in quanto può impedire la formazione nello stomaco delle nitrosammine cancerogene. Va consumata senza zucchero né limone né panna per non nascondere il suo sapore e non distruggere la vitamina C . KIWI Il Kiwi è stato coltivato nella Nuova Zelanda partendo da un frutto più piccolo e meno saporito, l'uva spina cinese. Oggi viene coltivato anche in Italia . E' ben dotato di minerali quali potassio, fosforo calcio e ferro. E' il frutto che tra quelli coltivati ha il più alto contenuto di vitamina C Ed è quindi un potente antinfettivo naturale e antianemico grazie alla triade rame-ferro-vitamina C, è un buon mineralizzante e un discreto fissatore del Clcio nelle ossa per la sinergia tra calcio, fosforo e magnesio. Va fatta attenzione per quanto riguarda la vitamina C poiché essa dipende dalla varietà e dalla permanenza del frutto nei magazzini. Il Kiwi contiene una notevole quantità di fibre. VALORI NUTRIZIONALI (per 100 grammi)
PRUGNA E' abbastanza dotata di principi nutritivi (zuccheri tra i quali lo xilosio e il maltosio) e di fibre, ma di maderate quantità di vitamina A, vitamina B1, B2 PP e C, sali minerali come calcio(13 mg) e ferro, fosforo, magnesio, acido malico, tartarico, chinico, citrico, succinico, flavonoidi, polifenoli, tannino, enzimi come l'ossidasi. La prugna è uno stimolante nervoso, un disintossicante un diuretico e un lassativo. Anche la prugna secca è tonico del sistema nervoso, indicatissima dopo esser stata ammollata in acqua e fatta bollire a lungo contro la stitichezza. Le prugne secche sono comunque controindicate nei casi di diabete, obesità, ulcera gastroduodenale. Chi mangia raramente le prugne può avere all'inizio una sensazione di gonfiore, con formazione di gas; ma poi l'intestino entro tre settimane si adatta. CONTENUTO NUTRIZIONALE DELLA MELA (per 100 grammi)
Flavonoidi, tarpeni, Pectina, acido citrico, acido formico, acido tannico, acido acetico, alcool tarpenico nella buccia. Altre peculiarità della mela sono:
Si devono mangiare almeno 350-400 grammi di frutta al giorno di tutti i tipi e di stagione. Le ormai famose cinque porzioni tra frutta e verdura al giorno sono proprio quelle che consentono di ricoprire il fabbisogno giornaliero. Le sostanze preziose che ci offre la frutta sono però delicate. Dal momento in cui è stato colto, un frutto inizia a perdere queste sostanze e i colpi, l'esposizione alla luce e al calore ne fanno perdere sempre di più. E' quindi importante acquistare frutta fresca, evitando i banchetti esposti in pieno traffico cittadino osservando che non sia ammaccata, non farne grandi scorte, tenerla in frigo e non esposta alla luce o sul balcone e fare le spremute e le macedonie al momento.. Le spremute non possono sostituire completamente la frutta, poiché tagliuzzando, filtrando e schiacciando si perdono molti sali minerali e vitamine; per esempio, una spremuta ha un terzo di Calcio dell'arancia intera e la metà di vitamina C, senza contare la perdita di fibre. |
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
L'uovo: un alimento sano e nutriente
- 17 Giugno 2002 |
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| L'uovo è un alimento
che si può definire plastico in relazione alla quantità e qualità di proteine
in esso contenute. La combinazione delle proteine contenuto nel tuorlo con
quelle contenute nell'albume rappresentano per l'uomo la migliore combinazione
per la loro utilizzazione; quindi, dal punto di vista proteico, l'uovo è
il migliore alimento per l'uomo e poichè abbiamo detto della sua funzione
plastica ne consegue che è un alimento fondamentale ed insostituibile durante
l'accrescimento. Se il bambino non gradisce l'uovo potete proporre la pasta
all'uovo, piatto che fornisce 13% di proteine e che ha un valore biologico
pari a 92 rispetto al valore biologico della carne che è 90. Altre peculiarità
nutrizionali dell'uovo è il contenuto di vitamine liposolubili come la Vit.A
e la Vit.E, la Vit.D la cui concentrazione è in relazione all'alimentazione
della gallina ed alla sua esposizione al sole. Non bisogna dimenticare che le uova sono una tra le più importanti fonti di lecitina, fosfolipide presente nelle membrane del fegato, del cervello e che svolge nell' organismo un efficace azione ipocolesterolemizzante. La Lecitina ottimizza la sintesi di HDL ed attiva l'enzima LCAT ed ambedue facilitano il rimuoversi del colesterolo dai tessuti ceh viene portato al fegato ed escreto con la bile. La lecitina fornisce la Colina ceh è indispensabile alla sintesi di acetilcolina, neurotrasmettitore fondamentale nei processi di apprendimento. Nell'uovo è presente il colesterolo nella quantità di 200mg nel tuorlo, ma bisogna ricordarsi che questo grasso è importante componente delle membrane dei neuroni e che quindi serve all'organismo per mantenere l'integrità delle membrane dei neuroni. Se non ci sono problemi l'uovo è un alimento ottimo, il bambino ne può mangiare 2 o 3 alla settimana e l'adolescente 3 o 4 e cosi un adulto. Bisogna fare attenzione anche alle uova che si mangiano attraverso i dolci e altri preparazione dove c'è l'uovo. Per il legame che può esistere tra consumo di uova ed innalzamento del valore del colesterolo vorrei dire che tutto dipende da quali alimenti è accompagnato l'uovo. A mio parere l'uovo presente nei dolci in combinazione con zucchero e burro o margarina dà luogo ad un sinergismo negativo, e cosi l'uovo con il bacon tanto caro alle popolazioni anglosassoni o la pasta all'uovo con panna e rigatino. Se l'uovo viene consumato con verdure nei tortini, con insalate e se la pasta all'uovo è insieme ad un passato di legumi si forma una tale combinazione che può soltanto agire positivamente sul colesterolo endogeno. L'uovo fa male a che è allergico e a chi soffre di calcolosi biliare in quanto le uova possono provocare la contrazione della cistifellea con conseguenti spasmi. Digeribilità: 2 uova leggermente bollite 1 ora e tre quarti 2 uova fresche 2 ore e un quarto E' nota l'importanza delle uova nell'alimentazione umana, essendo una fonte di proteine ad alto valore biologico, povere di sodio e ricche di minerali e vitamine. La composizione dell'uovo dipende dall'alimentazione della gallina, infatti, a parte il contenuto di proteine, quello di acidi grassi, vitamine e sali minerali dipende dal mangime, se vegetale e ricco di acidi linoleico e linolenico. Tabella-Composizione in Acidi grassi di uova da galline alimentate con mangimi vegetali in confronto con i dati delle Tabelle di Composizione degli Alimenti (per 100 gr. di parte edibile):
In particolare si nota che con un mangime costituito da mais, soia, farinaccio di frumento duro, erba medica, si ha un minor contenuto di acidi grassi saturi ed un maggior contenuto di acidi grassi insaturi. Inoltre risulta un' elevata quantità di sostanze ad azione protettiva, i phytochemicals (carotenoidi, tocoferoli, flavonoidi e composti fenoli) che sono in grado di ridurre la perossidazione dei lipidi e proteggere dai danni dei radicali liberi, mantenendo più a lungo il potenziale nutritivo dell' uovo. Il tipo e la quantità di carotenoidi nel tuorlo, e quindi la sua colorazione, dipendono dall'alimentazione della gallina. Attualmente il 70-80% delle uova sul mercato devono la colorazione all'uso di coloranti di sintesi. Questo è dovuto anche alla difficoltà nel produrre uova con tuorli contenenti esclusivamente xantofille naturali, cosa che necessita un' attenta gestione degli allevamenti a causa dei fattori che possono influire sia sulla presenza di tali carotenoidi nelle materie prime utilizzate, che sulla loro efficiente utilizzazione da parte degli animali. I carotenoidi si accumulano sui tessuti, soprattutto quelli oculari, dove svolgono azione antiossidante. Inoltre i carotenoidi idrossilati, luteina e zeaxantina, caratterizzati dalla colorazione tendente al giallo, sarebbero in grado di prevenire un patologia tipica degli anziani, che può portare a cecità (ARMD-Age Related Macular Degeneration). Il tuorlo è l'alimento più ricco di luteina e zeoxantina, quindi il consumo abituale costituisce una forma di prevenzione della malattia. Dopo la deposizione inizia il processo di "invecchiamento", a causa dell'azione di microorganismi e della formazione di radicali liberi. Importante è anche l' interazione dei fattori ambientali, della temperatura, dell'umidità, della carica microbica. Le modificazioni che avvengono hanno un importante riflesso sulla capacità dell'uovo di opporsi alla penetrazione di microorganismi. L'uovo freschissimo è dotato di barriere naturali che gli conferiscono una buona resistenza alla contaminazione. La perdita dell'alta organizzazione strutturale che si verifica nel corso della conservazione, annulla gradualmente ogni difesa antimicrobica. In pratica l'invecchiamento determina una perdita di valore nutritivo globale ed un aumento del rischio di contaminazione. Solo acquistando uova con la data di deposizione sul guscio, è possibile conoscere l'effettiva freschezza dell'uovo che consumiamo. Dal punto di vista legislativo il parametro misurabile indicatore della freschezza è l'altezza della camera d'aria, ma l'uso di tale caratteristica è limitato alla classificazione di legge. In verità sono numerosi gli studi per individuare uno o più parametri utili per la determinazione della freschezza. Molto interessante a tale scopo è l'indice del pH, che nel giro di 48 ore sale da 8 a 9 circa. In base a questo, una cartina reattiva potrebbe svelarci se il nostro uovo è fresco. In conclusione, possiamo dire che per anni le uova sono state accusate di essere fonte di grassi, ricche di colesterolo e nemiche del fegato. Oggi si ha una rivalutazione di questo alimento, che essendo ricco di proteine con alto valore biologico, di vitamine, di sali minerali e di fattori protettivi, è particolarmente adatto al bambino e all' anziano. E' però necessario distinguere e scegliere, tra quelle presenti sul mercato, le uova in grado di garantire tutte le caratteristiche positive del prodotto. |
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
Dalla valle del silicio a quella
biologica - 17 Giugno 2002 |
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| L'ECONOMIA AMERICANA
PUNTA SUL NATURALE La bolla della "new economy" si è gonfiata e all'orizzonte e all'orizzonte è comparso un nuovo modo di fare denaro: la biotecnologia. Così a metà del 2002, è sempre più serrata la corsa verso la creazione di aree attrezzate per l'industria del settore. Il Michigan sta spendendo circa 1 miliardo di dollari per dare vita a quello che il New York Times ha chiamato "corridoio delle scienze della vita", Saint Louis si è autodefinita "BioBelt" (cintura biologica) e le isole Hawaii stanno lanciando programmi per valorizzare la propria biodiversità. Una sorta di moda che sembra avere colpito l'attenzione degli imprenditori tanto sulla costa Est che su quella Ovest (quella prediletta delle aziende informatiche) e che si ispira a quanto già avvenuto nei paesi europei ed asiatici. In Olanda esiste un'area geografica ribattezzata Bio.Delta, la Svizzera ha le proprie Bio Alpi nei pressi di Ginevra e Bio Valley nei pressi di Basilea, Singapore concorre per il titolo Biopolis dell'Asia e in Arabia Saudita si sta progettando la nuova Jeddah Biocity. Innovazioni che non potevano passare inosservate in America: 41 Stati, secondo l'Istituto di ricerca "Battelle Memorial Institute", hanno presentato programmi per sviluppare i propri concorsi scientifici, mentre almeno 16 avrebbero già investito parte del denaro ricevuto per le cause contro il fumo in ricerca e sviluppo commerciale di prodotti "bio". (ANSA) |
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
Stabilita' ossidativa dell'olio
extravergine d'oliva in relazione ai componenti antiossidanti - 19 Novembre
2001 |
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| Per gli evidenti
benefici sulla salute, l'olio d'oliva sta diventando un prodotto
di grande valore commerciale. Il piu' pregiato e' l'extravergine d'oliva.
La qualita' dell'olio d'oliva viene determinata in base a criteri organolettici e chimico fisici stabiliti dall'International Olive Oil Council e dal Codice Communitario Europeo, ma evidentemente il processo di autossidazione ne puo' compromettere il valore nutrizionale. Inoltre il consumo dei prodotti derivati dalla degradazione ossidativa dei lipidi, e' correlato a varie patologie. Per valutare la stabilità ossidativa e' importante considerare diversi fattori proossidanti e antiossidanti. La stabilita' e' dovuta principalmente alla bassa insaturazione e all'attivita' antiossidante di alcuni componenti della frazione insaponificabile e principalmente da un'ampia frazione dei componenti fenolici idrofili. Tale attivita' e' esercitata durante lo stadio iniziale del processo di autossidazione. L'alfa-tocoferolo (che rappresenta il 90% della frazione tocoferolica totale) sembra agire quando i prodotti primari dell'autossidazione raggiungono una concentrazione critica. Inoltre ha una lieve azione proossidante nei primi stadi dell'autossidazione. Occorre dunque valutare l'importanza dell'alfa-tocoferolo per la stabilita'? ossidativa dell'olio d'oliva e la correlazione tra la sua concentrazione e il grado di ossidazione dell'olio d'oliva al suo stato naturale. PROVE SPERIMENTALI Sono stati analizzati 50 campioni di olio extravergine e ne e' stata valutata la concentrazione iniziale di Acidi grassi e di componenti della frazione insaponificabile. I valori variano in funzione del tipo di oliva e delle procedure estrattive. E' stata quindi effettuata una prova di conservazione con diversi campioni, a condizioni ambientali, per sette mesi. Ogni mese sono state analizzate le concentrazioni degli acidi grassi insaturi, dell'alfa-tocoferolo e dei polifenoli complessi (CP). Il procedere dell'ossidazione e' statp seguito misurando il valore dei dieni coniugati (CD), e il numero dei perossidi. Con il passare del tempo si e' osservata un diminuzione della concentrazione di alfa-tocoferolo e CP e aumento dei CD, con una buona correlazione fra i due parametri. Inoltre, alcuni campioni sono stati sottoposti ad un drastico stress ossidativo a 37°C e a 75°C, per diversi intervalli di tempo. A 37°C si e' osservata una diminuzione dell'alfa-tocoferolo (la cui concentrazione iniziale e' di 160 ng/mg di olio) mentre i valori dei CD rimanevano costanti. Dopo 36 ore l'alfa-tocoferolo ha raggiunto la concentrazione di 60-70 ng/mg di olio, con il conseguente incremento della formazione di CD, che indica perciò un aumento del processo ossidativo. Lo stesso si e' visto a 75°C, anche se il valore di soglia di 60-70 ng/mg di olio e' stato raggiunto dopo solo 4 ore. La concentrazione della frazione fenolica e' diminuita nel tempo fino a raggiungere un plateau, con una correlazione inversa fra la diminuzione dei CP e l'aumento dei CD. CONCLUSIONI Lo stato di ossidazione di un olio dipende da diversi fattori, ed e' difficile stabilire l'effetto di ciascuno di essi. L'alfa-tocoferolo e' importante per la stabilita' ossidativa dell'olio d'oliva. In tutte le condizioni sperimentali la diminuzione delle sue concentrazioni e' risultata inversamente correlata all'incremento dei CD, il cui valore può essere considerato un parametro adeguato dello stato ossidativo dell'olio, data la correlazione con il numero dei perossidi. La quantita' iniziale di alfa-tocoferolo determina l'andamento del processo di ossidazione, perché minore e' la quantità presente, più velocemente viene raggiunto il valore di soglia con aumento dell'ossidazione. La quantita' iniziale dell'alfa-tocoferolo dovrebbe essere un importante parametro per valutare la stabilità dell'olio d'oliva all'ossidazione, e perciò la qualità dell'olio. La concentrazione iniziale dell'alfa-tocoferolo puo' essere enormemente influenzata anche dalle condizioni di conservazione dell'olio (temperatura, esposizione alla luce). E' stato proposto alla Commissione Europea di includere la concentrazione dell'alfa-tocoferolo tra i parametri considerati per valutare stabilità e qualità dell'olio. Tratto da: "Progress in Nutrition" - vol.3 n.2/2001 |
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
Centri per disturbi del comportamento
alimentare - 18 Settembre 2001 |
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
Verona Vicenza Padova Portogruaro Piancavallo Torino Verbania Genova Milano Bergamo Brescia Varese San Vito al Tagliamento Udine Ancona Roma Napoli Chieti Bari Cagliari Sassari Pisa Firenze Siena |
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
Salute e sostanze chimiche - 29
Agosto 2001 |
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
Attenzione agli additivi alimentari Al bando dodici sostanze inquinanti In arrivo la prima carta completamente biologica grazie ad un brevetto realizzato dal Cnr e dall'Università della Tuscia di Viterbo. |
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
Decalogo della sicurezza alimentare
- 23 Luglio 2001 |
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
DECALOGO PER
IL BUON CONSUMATORE
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
Agricoltura e BSE - 23 Luglio
2001 |
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
ORIENTARE LA PRODUZIONE ALLA SICUREZZA E ALLA QUALITA'
B.S.E. "Biologi italiani" - N. 5, Maggio 2001, pag. 52 |
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
Mandorlicoltura - 28 Maggio 2001 |
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| Gli americani dominano
il mercato della mandorlicultura, vendendo il prodotto ad un prezzo ridicolo.
MOTIVO: il ciclo di produzione delle mandorle e', in California, completamente meccanicizzato. CONSEGUENZE: 1)Costi di produzione molto bassi; 2)Offerta di prodotto standardizzato (mandorle belle e tutte uguali). ASPETTI NEGATIVI: 1)La varietà di mandorle coltivate in California ha poco sapore e poco profumo; 2)Le mandorle sono dotate di guscio tenero, il quale non sigillando bene il seme non lo protegge dai parassiti. CONSEGUENZE: 1)Devono essere costantemente trattate con antiparassitari; 2)Le varietà a guscio tenero, come le noccioline americane, sono spesso aggredite da un fungo (Aspergillus) che produce afatossine cancerogene. I tedeschi hanno sollevato il problema alcuni anni fa, ma la questione fu presto messa a tacere visto che il maggior produttore di noccioline era l'allora presidente degli Stati Uniti Jimmy Carter. La mandorlicultura italiana e' abbandonata a se stessa. L'Italia potrebbe far leva su un grande e antico patrimonio di varietà di mandorle, ricchezza che viene utilizzata da molti paesi stranieri che stanno usando le nostre Cultivar (come le pugliesi Genco, Tuono, Falsa barese o le siciliane Pizzuta d'Avola, Fascionello) per migliorare le loro. |
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
SOSTANZE AD AZIONE ENDOCRINA -
28 Maggio 2001 |
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
CONSEGUENZE:
| ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||