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Studio Nutrizionale LRP
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Notizie sulla
gravidanza |
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La gravidanza è il periodo fisiologico più importante e delicato della la donna e se il suo organismo si trova in un buon equilibrio psico-fisico sarà in grado di affrontare in modo ottimale la gravidanza. A questo scopo concorre anche una sana alimentazione. La cosa migliore sarebbe che al momento del concepimento il corpo della futura madre si trovasse in uno stato di eunutrizione e cioè che non presentasse carenze di nessun nutriente. Questo perchè nel periodo della gestazione aumenta il fabbisogno di alcuni nutrienti e se la donna già si trova in stato di carenza può causare danni al feto e a se stessa. Quindi si può concludere che le precoci attenzioni nutrizionali sono il più importante controllo prenatale in quanto deficienza ed eccessi hanno importanza sulla genesi della tossiemia gravidica , emorragia post-partum, carie dentali, malformazioni fetali. L'alimentazione durante la gravidanza prepara il corpo della madre ad affrontare il periodo dell'allattamento e per questo motivo si ha un aumento di circa 3 Kg che l'organismo materno mette in riserva per far fronte alle richieste energetiche dell'allattamento. Il corpo della futura madre subisce profonde modificazioni fisiologiche atte alla sopravvivenza della specie e tra queste esiste anche un notevole miglioramento nell'assorbimento di ferro e di calcio. Il fabbisogno di Ferro passa da 12 mg a 20 mg e quello del calcio raddoppia nettamente e quindi esiste un adattamento naturale che cerca di coprire questi fabbisogni. Naturalmente questi nutrienti devono essere introdotti dall'esterno attraverso gli alimenti. Carne, uova, verdura, legumi, contribuiranno in determinate quantità a coprire la richiesta di ferro ed invece il latte, lo yogurt e i formaggi serviranno per l'apporto di calcio. Si può concludere che se la madre viene da una precedente alimentazione bilanciata non dovrebbe presentare durante la gravidanza stati di carenza nutrizionale. Quindi supplementazioni vitaminiche e minerali se l'alimentazione è varia e bilanciata non sono necessarie. L'unica supplementazione da consigliare è quella di acido folico in quanto è stato riscontrato come compaia frequentemente carenza di questa vitamina. Il fabbisogno di folacina passa da 400 a 800 microgrammi ed una alimentazione media difficilmente può coprire questa quantità. La folacina è presente nelle verdure fresche , nel lievito di birra, nel fegato, nelle uova, nel pesce. La cottura però determina una notevole perdita di questa vitamina. Quindi se l'alimentazione della gestante non è ricca di verdure crude è facile che si possa verificare stato di carenza. Esistono fenomeni di carenza anche in relazione ad assunzione di farmaci come estrogeno-progestinici che inibiscono l'assorbimento di folacina. Va quindi indicato che le donne che vanno incontro a gravidanza dopo un periodo di contraccezione ormonale hanno una carenza latente di acido folico. Questa carenza è oggi collegata da alcuni ricercatori con possibili patologie ostetriche come aborto, gestosi, distacco della placenta, rallentata crescita intrauterina, malconformazioni del tubo neurale. L'aumento di peso in gravidanza
Tessuti e liquidi 10° settimana 20° settimana 30° settimana 40° settimana Feto Placenta Liquido amniotico Utero Totale Misurabile Se aggiungiamo al peso del bambino e dei suoi annessi, da 100 a 1500 grammi per l'aumento della massa sanguigna, possiamo concludere, con Y. Malinas, che ogni donna al termine della gravidanza non è aumentata di 7 chili, è dimagrita. A questi 7 Kg di base, si aggiungono almeno 2 litri di liquidi ritenuti, edema fisiologico, tanto più importante quanto più il bambino è grosso. Questo porta quindi a 9 Kg minimo l'aumento ponderale che ci si può attendere, senza contare la riserva lipidica che si osserva durante la gravidanza in tutte le specie di mammiferi e che, per la donna può essere ragionevolmente valutata nell'ordine dei 2, 3 chili in media. In conclusione E' normale che la donna gravida aumenti dai 9 ai 12 chili durante la gravidanza (per un'altezza media di 160/165 cm). Una donna che a termine è aumentata meno di 7 Kg ha depauperato le sue riserve per far crescere suo figlio. Quella che è aumentata più di 13 Kg, a meno che non sia molto alta (più di 170 cm), dovrà riesaminare la sua alimentazione e riequilibrarla (dopo un serio colloquio) Torna all'inizio |
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Notizie sull'allattamento |
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Il latte materno è l'alimento che corrisponde perfettamente ai bisogni del neonato tanto che la sua composizione cambia nel corso delle settimane. la decisione di allattare al seno deve essere presa prima che il bambino nasca per potervisi preparare bene, massaggiando con creme adatte i capezzoli allo scopo di irrobustire la pelle ed evitare la formazione di ragadi. La madre produce sempre il latte adatto ai bisogni del bambino, indipendentemente dal suo stato di nutrizione, quindi se la madre è malnutrita sarà il suo organismo ad impoverirsi ulteriormente perchè sarà obbligata a reperire dalle sue riserve in particolare il calcio. L'allattamento richiede una supplementazione energetica superiore alla gravidanza di circa 500 Kcal pro die. Per fabbricare il latte sono necessarie proteine , calcio, ferro, vitamine, acidi grassi essenziali e quindi devono consumare latte, formaggi, carni rosse. Tali alimenti nutritivi presenti nel latte, in parte derivano anche dalle riserve corporee accumulate durante la gravidanza. La produzione di latte, in media raggiunge nelle donne in stato di eunutrizione i 600-700 mg al giorno, può subire delle variazioni nelle 24 ore per vari fattori come ad esempio la forza di suzione del lattante, la frequenza e la durata della stimolazione del capezzolo. Non sembra esistere nessuna correlazione tra le dimensioni del seno e il volume del latte prodotto. L'apporto idrico non si riflette sulla produzione del latte e neppure il consumo di birra. Le modeste riserve di energia accumulate durante la gravidanza e l'inadeguato apporto energetico della dieta della mamma si riflettono negativamente sull'allattamento, l'effetto di regimi alimentari dimagranti, si è risolto in immediata riduzione della produzione di latte. Supplementi proteici nella dieta della nutrice provocano maggior produzione di latte e un maggior guadagno in peso del lattante, ma non aumento delle proteine del latte. I costituenti del latte che più risentono dello stato di nutrizione della nutrice sono i lipidi, le vitamine idrosolubili, la vitamina A. La quota lipidica è importante per l'apporto di energia, vitamine liposolubili (specialmente per la vitamina A) e acidi grassi essenziali necessari in particolare per l'accrescimento e lo sviluppo del sistema nervoso del lattante. La composizione in acidi grassi del latte può variare in rapporto al tipo dei lipidi della dieta, alla quantità totale di enrgia, allo sbilancio tra i costituenti energetici. Se l'apporto di energia è adeguato, i lipidi del latte riflettono i lipidi alimentari, ma se la dieta è ipocalorica le caratteristiche del latte risentono della composizione die grassi di deposito. Per quanto riguarda le vitamine, varie ricerche ormai classiche, specialmente per la Tiamina, Riboflavina, Vitamina B12, Acido Ascorbico, Acido folico, Vitamina B6 e Vitamina A, hanno una marcata correlazione tra composizione dieta gestante e della nutrice e composizione del latte. Torna all'inizio |
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