Studio Nutrizionale LRP
Dott.ssa Lia Rossi Prosperi
Biologa Nutrizionista
Specialista in scienza
dell'alimentazione

                                            

Alimentarsi giovane: malnutrizione o dieta bilanciata

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1) Che valore ha oggi il cibo
2)
Il ruolo delle donne è cambiato
2-a )
Lo stile di vita delle famiglie si è modificato
2-b)
cosa e in quali momenti della giornata mangiano più volentieri gli adolescenti?
2-c)
cosa e quando non mangiano gli adolescenti ?
2-d)
Lo stile alimentare peculiare degli adolescenti
3)
Il ruolo dei mezzi di comunicazione

1) Che valore ha oggi il cibo
La società di oggi con i ritmi di vita incalzanti e frenetici non dà tempo al cibo.
Il pranzo è diventato la pausa pasto e sempre più spesso viene consumato fuori casa.
Una volta erano gli operai, carpentieri e comunque categorie di lavoratori umili che si arrangiavano a consumare una specie di pranzo fuori casa.
Oggi per quasi tutte le categorie lavorative il pranzo è diventato una pausa dal lavoro e non più pasto.
Il tempo del cibo non è produttivo per cui va ridotto al minimo tant'è vero che spesso si continua a parlare di lavoro anche a pranzo.


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2) Il ruolo delle donne è cambiato
Le donne vivono parallelamente all'uomo i ritmi di lavoro, le nonne sono una specie rarissima in via di estinzione, i ragazzi se piccoli, mangiano nelle mense scolastiche e se grandi mangiano a casa da soli o in compagnia nei fast-food.
Quindi la società dove il tempo è il parametro più vistoso impone uno stile di vita alimentare che noi abbiamo lentamente assimilato con spirito acritico.
Le dinamiche affettive, psicologiche legate al cibo cambiano, e la figura femminile non è più l'angelo del focolare; la casa non è più l'unico luogo dove si consuma il pasto quotidiano, dove qualcuno ha lavorato per metterti a tavola. Il cambiamento radicale dello stile di vita delle famiglie ha condotto quindi a squilibri nutrizionali non indifferenti.


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2 - a ) Lo stile di vita delle famiglie si è modificato
La donna a cui era delegata la preparazione dei pasti adesso lavora ed in certi contesti non torna a casa per pranzo.
I ragazzi che non hanno le mense scolastiche spesso si dividono fra l'alternativa di mangiare a casa da soli o rimanere fuori con i compagni.
Comunque non è solo il problema del cambiamento dello stile di vita della famiglia perchè i ragazzi che mangiano nelle mense scolastiche rispetto a quelli delle elementari danno sempre più problemi di gradevolezza.
I giovani sono attirati dal fuori pasto (patatine, snack al cioccolato, pizzette...); nel fuori pasto c'è il fascino dello stare insieme ed anche di poter fare delle scelte autonome e diverse da quelle della famiglia.


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2- b: Cosa mangiano volentieri gli adolescenti ?
Cibi confezionati, da mangiare in piedi e con le mani ( patatine fritte, snack al cioccolato, cips e pizza, coca-cola, gelati, panini, paste)
Quando?
Negli intervalli tra un pasto e l'altro e davanti alle televisione dopo cena.


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2 - c: Cosa e quando non mangiano gli adolescenti ?
Frutta, verdura, pesce
Quando ?
Nella prima colazione,
A pranzo e a cena con i genitori


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2 - d: Oggi si assiste ad uno stile alimentare peculiare dell'età adolescenziale che si caratterizza in particolari comportamenti e scelte alimentari. E' sempre stato così?
No, questo è un fenomeno che sta aumentando in questi ultimi 10 anni.
Tutto si deve assimilare al comportamento del gruppo (vestiti, zaini, letture, musica, cibo).
Questi aspetti nelle grandi città sono molto più esasperati però anche nelle piccole città di provincia serpeggia da parte dei giovani una contestazione verso le abitudini alimentari tradizionali.


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3) Il ruolo dei mezzi di comunicazione
I mezzi di comunicazione da parte loro anticipano e propongono modelli di comportamento alimentare sponsorizzati dall'industria alimentare.
L'industria alimentare aiuta la famiglia o la condiziona ?
Certo è che i consumi alimentari grazie alla TV si stanno appiattendo in modo veloce e tragico.
I consumi quotidiani sono anonimi: il pranzo viene consumato in mense aziendali o scolastiche, in cui per esigenze organizzative ed igieniche si cucinano solo alcuni piatti standard.
Questa omogeneizzazione dei consumi porta di conseguenza all'omogeneizzazione delle produzioni agroalimentari.
Questa modificazione dei consumi quotidiani ci renderà tutti uguali ?
Cosa diceva Ippocrate ?
"Noi siamo quello che mangiamo!".
La tipicità e le sfaccettature della cucina italiana hanno inciso sulla morfologia del territorio e anche sulla creatività del popolo italiano.
Perdere questa ricchezza è un rischio che non dobbiamo correre.


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