home alimentazione biologica

 

I PESTICIDI NELLA DIETA DEI BAMBINI

 

     I pesticidi sono sostanze chimiche di sintesi, utilizzate in agricoltura per combattere vari tipi di avversità. Si dividono in diserbanti, insetticidi e fungicidi, e prendono anche il nome di prodotti fitosanitari.

L'uso di queste sostanze in agricoltura è regolamentato dal Ministero dell'Agricoltura e da quello della Sanità.

      Nel Codex Alimentarius sono definiti i livelli dei residui di pesticidi ammessi negli alimenti. La dose giornaliera accettabile (A.D.I.) è la dose di un pesticida che si ritiene possa entrare nella dieta quotidiana senza produrre effetti nocivi.

I livelli di tolleranza si riferiscono ad una popolazione adulta e non tengono conto delle diverse peculiarità di neonati e bambini.

Il National Research Council ha reso noto, infatti, come il danno che i residui di pesticidi   provocano  ai bambini è gravemente sottostimato:

a) Le procedure per la valutazione dei rischi si basano su di un individuo adulto del peso medio di 60 kg;

b) i livelli di accettabilità considerano il bambino come un adulto in miniatura: non tengono conto della sua specificità biochimica e fisiologica;

c) i livelli dei residui si riferiscono ad un singolo pesticida e non considerano che nella scelta dei consumi alimentari si sommano i residui dei cibi, delle bevande e a questi si aggiungono gli inquinanti dell'ambiente;

d) i livelli di tolleranza trascurano completamente le possibili interazioni che si possono verificare tra residui di pesticidi, di conservanti alimentari, di inquinanti ambientali.

Queste considerazioni rese note dal National Research Council americano corrispondono pienamente alla realtà italiana.

 

 

Perchè il bambino è più sensibile agli inquinanti chimici ?

 

1) Il bambino presenta una maggiore superficie corporea rispetto alla densità della composizione corporea ed è quindi più ricettivo ad assorbire inquinanti chimici dall'esterno.

2) Il metabolismo del bambino è più rapido di quello dell'adulto ed è quindi maggiore il consumo di ossigeno e maggiore è la costruzione di nuovo materiale cellulare nel quale si possono incorporare sostanze estranee.

3) Il bambino specie se piccolo ha sistemi di difesa inferiori a quelli dell'adulto.

 

 

Il National Research Council americano ha elaborato una serie di raccomandazioni per diminuire i danni causati alla salute dei bambini dai residui di pesticidi usati nell'agricoltura convenzionale:

1) I livelli di tolleranza di pesticidi (A.D.I.) devono riflettere l'alimentazione dei neonati e dei  bambini.

2) Le stime devono considerare anche la trasformazione che i pesticidi possono subire nella lavorazione e nella conservazione degli alimenti.

3) In un alimento ci può essere più di un solo pesticida.

4) I livelli di tolleranza devono tener conto dei fattori fisiologici che espongono i neonati e i bambini ad un maggior rischio.

5) La tolleranza dei residui dei pesticidi presenti negli alimenti si devono basare su considerazioni di carattere sanitario (salute dell'utente) e non sulle politiche agricole (produttività).

6) E' necessario sviluppare procedure per stabilire la tossicità dei residui dei pesticidi sui neonati e sui bambini.

7) In assenza di dati contrari si deve presupporre una maggiore tossicità sui neonati e sui bambini.

8) Il comitato ha valutato importanti differenze di sensibilità ai residui in relazione all'età.

 

         E' auspicabile che anche in Italia si tengano nella dovuta considerazione queste raccomandazioni e ci si rivolga sempre più al consumo, almeno per i bambini, di alimenti provenienti dall'Agricoltura Biologica.

Le mense scolastiche dovrebbero sicuramente privilegiare questi alimenti in quanto rispettano la salute dei piccoli utenti e dell'ambiente in cui vivono e cresceranno.