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LIVELLI DI TOLLERANZA DEI RESIDUI DI PESTICIDI

 

I livelli di residui di pesticidi ammessi negli alimenti sono stabiliti nel Codex Alimentarius. La sigla A.D.I. (dose giornaliera accettabile) indica la quantità di  residui di un singolo pesticida che si ritiene possa entrare nella dieta quotidiana senza produrre danni alla salute.

Negli studi effettuati i casi in cui i residui superavano l'A.D.I. sono limitati, ma questo purtroppo non può rassicurare il consumatore poichè la definizione di A.D.I. si presta a numerose critiche:

1) Numerosi prodotti si trovano nel  mercato senza che ancora se ne conosca la tossicità a lungo termine in riferimento alla cancerogenicità.

2) La dose giornaliera accettabile (A.D.I.) si riferisce alla quantità di un singolo pesticida e non specifica il numero di pesticidi che un singolo alimento può contenere e alle possibili sinergie che si possono instaurare fra residui di pesticidi diversi.

3) Non è mai stato dimostrata l’esistenza di un "valore di soglia" per gli effetti mutageni (che inducono cioè variazioni nei caratteri ereditari di un individuo), cancerogeni (che provocano il cancro), teratogeni (che producono malformazioni nell'embrione e nel feto).

Le tecniche agronomiche convenzionali sono state finalizzate alla produttività senza che fossero valutati la salubrità dell'alimento ed il danno ambientale causato. E’ chiaro che un'agricoltura moderna debba invece produrre alimenti che promuovano la salute del consumatore e la salvaguardia  dell'ambiente.