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AGRICOLTURA CONVENZIONALE
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L'agricoltura convenzionale è una vera e propria industria agro-alimentare e come tale si avvale sia delle nuove tecnologie che di mezzi agricoli altamente meccanizzati per il dissodamento del terreno, la semina, la concimazione, la disinfestazione e la raccolta. In concomitanza, l'industria chimica ha cominciato a produrre dagli anni '40 ad oggi farmaci sempre più sofisticati che regolano la crescita delle piante, le difendono dagli attacchi dei parassiti (pesticidi) e fertilizzano il terreno (fertilizzanti). Questi prodotti di sintesi hanno causato danni alla nostra salute e all'ambiente, dato che residui di fitofarmaci si ritrovano negli alimenti, nel terreno e nelle falde freatiche. I fertilizzanti, infatti, sono responsabili dell'eutrofizzazione delle acque e del depauperamento dei terreni agricoli; le concimazioni a base di Azoto, Fosforo, Potassio e Calcio alterano la qualità dei prodotti agroalimentari, ne modificano il contenuto nutrizionale e le qualità organolettiche. Per coltivare una pianta in buona salute è fondamentale conservare immutate certe caratteristiche fisico- biochimiche del terreno, la presenza di humus e l'attività batterica dei microrganismi, in modo da permettere alle piante l'assorbimento e l'utilizzazione dei circa 25 micronutrienti necessari alla loro crescita. |