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Gli esseri umani sono fatti per 60-70% di acqua e quindi una carenza di questo elemento potrebbe portare alla morte per disidratazione. Il fabbisogno di acqua è all'incirca un millilitro per caloria introdotta.
Le acque naturali sono soluzioni saline, contengono cioè sali minerali la cui concentrazione è tanto maggiore quanto più prolungato è stato il contatto con le rocce.
L'acqua minerale cosidetta "da tavola" deve essere imbottigliata così come sgorga dalla sorgente, ovvero deve essere microbiologicamente pura di per sé, senza subire nessun trattamento (filtrazione, clorazione, ozzonizzazione) come invece avviene per l'acqua degli acquedotti ("acqua potabile"), limpida, inodore, incolore e di sapore gradevole.
In commercio troviamo numerose acque minerali che posssono avere composizione e caratteristiche diverse o piu' o meno simili, è percio' importante scegliere l'acqua che più si addatta alle nostre esigenze e al nostro attuale stile di vita.
Come fare a scegliere?
Bisogna imparare a leggere le etichette.
Osservando le analisi obbligatoriamente riportate sulla etichetta di ciascuna bottiglia si possono individuare 3 gruppi di elementi compositivi:
- determinazione chimico- fisica;
- gas disciolti in 1 litro di acqua;
- sostanze disciolte in 1 litro di acqua.
1) Determinazione chimico - fisica
In questo raggruppamento troviamo il più importante indice classificativo delle acque minerali, il residuo fisso a 180° ovvero il contenuto totale di sali ottenuto da un litro di acqua minerale.
Un decreto legge del 1980, riconfermato dall'applicazione del decreto legge 105, classifica in base al residuo fisso le acque in:
| Definizione Acque |
Residuo fisso |
| minimamente mineralizzate |
<= 50 mg/l |
| acque oligominerali o leggermente mineralizzate |
50 <= mg/l <= 500 |
| acque ricche di sali minerali |
>= 1500 mg/l |
Questa classificazione lascia scoperto l'intervallo della vecchia classificazione Marotta e Sica del 1929: 500 < mg/l < 1500 comprendente
quelle acque che possiamo definire mediominerali o mineralizzate, rappresentanti il 24% delle acque in commercio.
Acque minimamente mineralizzate
Rappresentano circa il 9% delle acque in commercio; essendo quelle con il minor contenuto in sali vengono rapidamente assorbite per via gastrica e quindi determinano un rapido aumento della diuresi, favorendo l'eliminazione dell'acido urico e facilitando l'eliminazione dei prodotti di rifiuto del metabolismo.
Interessante è il loro utilizzo in pediatria, per la ricostituzione del latte in polvere, infatti queste acque non modificano il contenuto salino del latte e quindi non ne sconvolgono la formula.
Sono utilizzabili quando è necessario un intervento dietetico caratterizzato da un ridotto apporto di sodio, come ad es. nella ipertensione arteriosa.
Acque oligominerali
Rappresentano il 56% delle acque in commercio; sono caratterizzate oltre che da una ridotta concentrazione di sali minerali, dalla presenza in tracce di metalli pesanti, oligoelementi e da quantità variabili di gas disciolti.
Oltre a favorire la diuresi, trovano una indicazione elettiva nella prevenzione della calcolosi renale: infatti svolgono un'azione locale sulla muscolatura delle vie urinarie che associata all'azione meccanica data dal passaggio del liquido, causano il trasporto di eventuali calcoli lungo le vie urinarie, favorendone l'espulsione.
Salvo casi di ipertensione o insufficienza renale non esistono controindicazioni sulle quantità di consumo.
Acque ricche in sali minerali
Rappresentano l'11% delle acque minerali in commercio e sono le cosiddette acque medicamentose il cui utilizzo per scopo terapeutico andrebbe fatto sotto il controllo medico al fine di evitare effetti indesiderati come calcolosi, azione purgativa,
PH
Il pH è il parametro che esprime rispettivamente l'alcalinità (>7) e l'acidità (<7); l'acqua ideale dovrebbe avere un pH neutro variando comunque di volta in volta in base alle necessità dell'organismo, ad es. per neutralizzare l'acidità gastrica sono consigliate acque con pH leggermente basiche; comunque il valore di riferimento è compreso tra 6,5 e 7.
Durezza
Si parla di durezza temporanea quando i sali di calcio o di magnesio solubili, precipitano per ebollizione, sotto forma di carbonati insolubili, determinando un deposito calcareo o incrostazioni biancastre. La durezza temporanea è dovuta a sali molto solubili, quali cloruri,solfati ed altri che non precipitano con l'ebollizione. L'acqua dura crea problemi alle tubature ed agli elettrodomestici, non sono adatte per la cottura dei legumi e al lavaggio degli indumenti, ma non si hanno prove che siano dannose per l'organismo umano. Anzi sono utili nel prevenire le complicazioni cardiovascolari nelle dislipemie riducendo l'assorbimento dei grassi. Queste acque sono indicate per integrare l'apporto di calcio nei bambini che hanno denti ed ossa in formazione e negli anziani per l'osteoporosi. Secondo studi recenti possono essere utilizzate anche da quei soggetti sofferenti di calcolosi renali o epatiche. Le acque dolci si possono paragonare alle acque minimamente mineralizzate e trovano loro impiego nella preparazione di liquori, tisane di erbe o di medicinali.
2) Gas disciolti in 1 litro di acqua
I principali gas disciolto sono: ossigeno, azoto e anidride carbonica, i quali variano al variare delle condizioni ambientali.
E' bene precisare che per acqua naturale non s'intende l'acqua non gassata che commercialemente viene definita piatta, ma acqua così come sgorga dalla sorgente e quindi può anche potenzialmente essere effervescente naturale; l'acqua invece diventa addizionata quando all'acqua naturale viene aggiunto un quantitativo variabile di anidride carbonica.
Le acque gassate dissetano maggiormente perché anestetizzano le terminazioni nervose della mucosa orale convolte nel desiderio di bere e inducono dilatazioni dello stomaco con conseguente apparente sazietà. Svolgono inoltre una leggera attività batteriostatica.
Dato che l'anidride carbonica stimola la secrezione gastrica e la motilità dello stomaco, sono controindicate per chi soffre di acidità di stomaco, gastrite e ulcera gastrica; causano gonfiore addominale specie in chi è predisposto a fermentazione intestinale.
3) Sostanze, ioni, disciolte in un litro di acqua
Dalla lettura della formula ionica si può vedere quali sono gli elementi chimici dominanti in base ai quali è possibile valutare gli ulteriori effetti biologici, dietetici e medicamentosi di un'acqua minerale.
Un'acqua viene comunque definita clorurata, solforata anche se lo ione che la caratterizza non raggiunge la percentuale stabilita per legge ma è sufficiente che tale ione sia l'elemento dominante nella formula ionica.
| Definizione | Ione | quantità |
| Bicarbonata | bicarbonato | > 600 mg/l |
| Solfata | solfati | > 200 mg/l |
| Clorurata | cloruro | > 200 mg/l |
| Calcica | calcio | > 150 mg/ |
| Magnesiaca | magnesio | > 50 mg/l |
| Fluorata | fluoro | > 1 mg/l |
| Ferruginosa | ferro | > 1 mg/l |
| Sodica | sodio | > 200 mg/l |
- Bicarbonata, se il tenore di bicarbonato è superiore a 600 mg/l
-
Sono classificate tali tutte quelle acque dove l'anione (HCO3-) è percentualmente l'elemento preponderante. Sono prevalentemente quelle acque carbonato-calciche (48,7%); favoriscono la digestione, accelerando lo svuotamento gastrico, se bevute durante i pasti, tamponano l'acidità gastrica se assunte a digiuno. Indubbia è l'azione positiva del bicarbonato nell'insufficienza epatica e sui fenomeni spastici discinetici delle vie biliari. Le acque bicarbonato sono indicate anche per chi fa lo sport, in quanto bicarbonato e calcio sono in grado di neutralizzare le scorie del metabolismo muscolare ( acido lattico). Positivio il loro impiego nelle dispepsie gastriche della prima infanzia ( vomito abituale del lattante) e come integrante alimentare del neonato poiché fornisce numerosi elementi minerali preziosi.Hanno una buona azione diuretica ( correlata ai valori del residuo fisso) ed inducono un'effetto spasmolitico che le rende efficaci nelle forme di cistite cronica.
-
La massima concentrazione di bicarbonato si trova nell'acqua di Lucano, comune di Campassi (Fi).
- Solfata, se il tenore dei solfati è superiore a 200 mg/
-
Per legge sono le acque con tenore di solfati maggiore di 200 mg/l. Sul mercato rappresentano le solfato calciche ( 5,20%), le solfato sodiche (4,49% ), le solfato magnesiache ( 0,72%) del totale delle aqcue commercializzate. Sono lievemente lassative e indicate in quei soggetti che hanno problemi di colite spastica con alternanza di stipsi e diarrea. Esercitano un'effetto rilassante sulla muscolatura biliare, così da trovare un'impiego efficace nei disturbi epatobiliari. Molto interessanti sono le acque solfato-bicarbonate di Cianciano, Boario e San Pellegrino. La massima concentrazione di solfati si trovava nella sorgente purgativa Vittoria in provincia di Livorno.
- Clorurata, se il tenore di calcio è superiore a 200 mg/l
-
Da un punto di vista chimico sono acque in cui prevale come anione il cloro, che per legge deve essere superiore a 200 mg/l e come catione il sodio.Le cloruro-sodiche sono rappresentate principalmente dalle acque di Montecatini che hanno azione equilibratrice dell'intestino, delle vie biliari e del fegato. Inoltre le acque di Montecatini, oltre ad avere un'azione coleretica e spasmolitica, proteggono la cellula epatica dagli agenti tossici per induzione dei sistemi enzimatici. Va ricordata anche l'azione purgativa e lassativa tipica delle acque salse o salso solfate, anche se per manifestarsi necessita di un trattamento prolungato.
- Magnesiaca, se il tenore di magnesio è superiore a 50 mg/l
-
Le acque bicarbonato, solfate, clorurate magnesiache, svolgono prevalentemente un'azione purgativa, ma trovano anche indicazione nella prevenzione dell'arteriosclerosi, perché come quelle contenenti il litio e il potassio, inducono una sensibile dilatazione delle arterie. La carenza di magnesio può essere caratterizzata da crampi gastrici, cefalea, ansia, affaticabilità, vertigini, dispnea. Studi recenti hanno evidenziato come il magnesio rappresenti un supporto terapeutico e una prevenzione nelle patologie ostetrico ginecologiche, con particolare riguardo alla sindrome premestruale, alla gravidanza, alla sindrome climaterica e all'osteoporosi post-mestruale.
- Fluorata, se il tenore di fluoro è superiore a 1 mg/l
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Sono acque ideali per la prevenzione della carie dentale dei bambini e dei ragazzi fino a 14 anni. Tuttavia un eccesso di fluoro può portare ad un accumulo di questo elemento nei denti e nello scheletro per cui si consiglia l'uso non continuativo di queste acque. Anche le donne in gravidanza dovrebbero bere acque clorurate in quanto la prima impronta del dente si forma già nel feto. Inoltre le acque clorurate stabilizzano ed aumentano la cristallinità dei minerali dell'osso.
- Calcica, se il tenore di calcio è superiore a 150 mg/l
-
Si trovano soprattutto come bicarbonate calciche. Agiscono a livello dello stomaco e del fegato. D auno studio condotto negli Stati Uniti è emerso come quantitativi di 800 mg. di calcio al giorno siano in grado di ridurre il rischio di ipertensione negli uomini.
- Ferruginosa, se il tenore di ferro bivalente è superiore a 1mg/l
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E' indicata per chi soffre di un'anemia ferropriva quale integratore delle terapie mediche; l'assorbimento avviene a livello intestinale sotto forma di ione ferroso. E' sconsigliata nei soggetti affetti da gastroduodeniti.
- Sodica
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Questo ione ha una funzione biologica importante, poiché influenza positivamente l'eccitabilità neuro-muscolare.
-
Tuttavia un'acqua con contenuto elevato è controindicata nei soggetti ipertesi.
Un pericolo per le acque sono i nitrati: il grado di inquinamento da nitrati è in continuo aumento. I nitrati, ultima fase di ossidazione dell'azoto (azoto -> ammoniaca -> nitriti -> nitrati), costituiscono un indice d'inquinamento che può essere di natura organica, dovuto alle deiezioni animali provenienti in modo massiccio dall'allevamento dei suini, oppure di tipo inorganico, provenienti da insediamenti industriali (compaiono piogge acide ricche di azoto), ma soprattutto dei fertilizzanti azotati utilizzati in agricoltura.
Il limite massimo fissato dall'Organizzazione Mondiale della Sanità e dalla direttiva CEE è di 50 mg/l. I nitrati introdotti nell'organismo si riducono a nitriti e a contatto con le ammine formano le nitrosammine, sospette di essere cancerogene. E' quindi bene dare la preferenza ad acque con bassi valori di nitrati, specialmente se il prodotto è destinato a neonati o a donne in gravidanza.
L'acqua giusta per ogni necessità
E' innanzitutto importante chiarire che non esiste un'acqua migliore di un'altra, va di volta in volta trovata quella giusta a soddisfare le proprie esigenze.
In gravidanza si consiglia di bere 2 litri di acqua con un valore di residuo fisso < a 200 mg/l e con valori di nitrati non superiori a 10 mg/l (per non provocare metaemoglobinemia).
Durante l'allattamento è bene alternare un'acqua oligominerale con una a media mineralizzazione calcica e/o ferruginosa, in modo tale da sopperire alle aumentate esigenze di questo elemento.
Per la diluizione del latte in polvere acque minimamente mineralizzate senza nitrati, con pH inferiore a 7, per raggiungere i seguenti obbiettivi:
- un minore impegno secretorio gastrico, visto che la funzione del bambino è ridotta rispetto a quella dell'adulto;
- un più facile raggiungimento del pH 4,7, valore che corrisponde al punto isoelettrico delle proteina caseina
E' bene inoltre alternare con acque con residuo fisso compreso tra 250 e i 500 mg/l, questo perché le esigenze di un organismo in accrescimento, richiedono in primo luogo quei sali minerali contenuti in diversi alimenti solidi o liquidi e nell'acqua con sufficiente mineralizzazione, senza determinare un maggiore impegno funzionale escretorio da parte dei reni
Allo sportivo durante l'allenamento è da consigliare un volume di acqua giornaliero di 1500ml con le caratteristiche di una bicarbonato alcalico terrosa da consumarsi nell'intervallo tra i pasti, mentre 1 o 2 bicchieri di acqua non gasata saranno consumati durante i pasti per non diluire i succhi gastrici e rendere più lenta la digestione. Il giorno della competizione è da suggerire un buon consumo di acqua minerale da assumersi a temperatura ambiente e a piccoli sorsi. Al termine dello sforzo è consigliabile un acqua mineralizzata con residuo fisso di circa 1 g/l e bicarbonato-alcalino-terrosa per reintegrare la perdita di sali e liquidi, favorire l'eliminazione di scorie azotate e correggere l'acidosi determinata dalla fatica muscolare.
In età avanzata l'acqua costituisce solo il 53-46% dell'organismo. L'anziano ha il senso della sete poco pronto, questo induce a consigliare l'anziano di bere in abbondanza acqua minerale naturale oligominerale con basso residuo fisso, alternandola con acqua a residuo fisso intorno a 300 - 500 mg/l bicarbonato - calcica di modo che la prevalente assunzione di un'acqua a basso residuo fisso, permetta una giusta idratazione, senza che questo comporti un eccessivo impegno metabolico nella funzione renale escretoria.
Per la stipsi sono indicate acque fortemente mineralizzate, ricche di ioni solfato, magnesio e calcio.
Per l'osteoporosi sono indicate acque ricche di calcio facilmente assimilabile da bere preferibilmente lontano dai pasti.
Per le persone affette da sindrome del colon irratibile è consigliabile l'utilizzo di acque che abbrevino il tempo di transito intestinale come quelle ricche in sodio, cloro, calcio, magnesio e solfato.
Nelle alterazioni del tono della motilità delle vie biliari si consigliano acque cloruro - sodiche e salso -solfate -alcaline per le forme ipotoniche, acque bicarbonate- calciche e solfato-calciche per le forme ipertoniche.
Per il dismetabolismo dell'ac.urico sono indicate acque minimamente mineralizzate e le oligominerali a basso contenuto di sodio e a prevalenza bicarbonato -calcica.
Per l'ipertensione arteriosa acque con basso contenuto di sodio.
Acque salso-solfate nelle ipercolesterolemie.
Ecco 5 criteri che permettono di fare una buona scelta:
- Imparare a leggere bene l'etichetta dell'acqua privilegiando le oligominerali e le mediominerali, quali bevande da tavola;
- Evitare le acque eccessivamente addizionate di anidride carbonica, sono più dissetanti ma procurano acidità;
- Leggere attentamente i valori di residuo fisso, nitrati, sodio, fluoro e solfati: contenuti elevati di queste sostanze possono avere controindicazioni;
- Controllare l'integrità dell contenitore, e la data di scadenza, pur non essendo un prodotto deperibile le acque in contenitori di plastica andrebbero bevute entro 5-6 mesi, quelle in bottiglia di vetro entro un anno;
Attenzione ai prezzi, non è detto che le acque più care debbano per forza essere le migliori. dovrebbero alternare acqua oligominerali con acque a media mineralizzazione bicarbonato-calcica.
CONTENITORI E MATERIALI IMPIEGATI
I contenitori delle aqcue minerali sono di tre tipi, vetro, plastica (PVC, PET), e poli-accoppiato o cartone politenato (brick). Dal 1985 ad oggi la quota dei contenitori in vetro è scesa dal 92% al 42%, mentre quelli in plastica sono saliti dal 6,5% al 55% e quelli in cartone dall'1,5% al 3%. Il motivo principale è da ricondursi al minor costo del trasporto.
CARTONE POLITENATO (brick)
Il cartone politenato è un laminato a più strati, in cui la carta rappresenta l'80% (Tetra brick Aseptic), alla quale vengono abbinati film sottilissimi di polietilene puro (15-20%) ed un foglio di alluminio (3-5%). L'elemento base è la carta che da forma e rigidità al contenitore, carta proveniente da foreste ripiantate che rappresenta una risorsa rinnovabile in natura. Il polietilene viene usato per rendere impermeabile il contenitore agli agenti esterni e per permettere l'unione delle varie materie senza senza collanti e adesivi. Il polietilene fa parte della famiglia di molecole correlate al metano, la cui caratteristica più importante è la atossicità e una combustione pulita. L'alluminio interposto al multistrato, protegge l'acqua dalle alterazioni che possono essere provocate dalla luce e dall'aria permettendo di conservare tutte le caratteristiche organolettiche originali. I vantaggi del politenato sono annullati da un solo difetto apparentemente insignificante, la trasparenza; il fatto di non poter vedere il contenuto ha relegato la sua commercializzazione al 3% della produzione totale delle acque minerali.
I contenitori di cartone per il latte o i succhi di frutta non rappresentano un grosso problema nel trattamento dei rifiuti solidi urbani in Italia dato il loro peso leggero.
I processi di riciclaggio sono:
1) incenerimento con produzione di energia;
2) separazione delle materie prime utilizzate e riproduzione di manufatti riciclati;
3) triturazione dei contenitori politenati e produzioni di pannelli e/o manufatti riciclati.
CLORURO DI POLIVINILE (PVC)
Il cloruro di vinile è un composto gassoso a temperatura ambiente che si ottiene attraverso il processo di ossiclorazione dell'etilene. Il cloruro di vinile rappresenta la molecola base dalla quale si ottiene il PVC, mediante un processo di polimerizzazione. Le materie plastiche sono certamente dei materiali insostituibili in moltissimi settori industriali, ma, per quanto riguarda i contenitori per alimenti, questi sono talvolta oggetto di polemiche a causa della migrabilità di alcune sostanze (additivi e monomeri) presenti nel polimero. Per quanto concerne il PVC è il caso del suo monomero che, a differenza del polimero, risultato ai test oncologici totalmente innocuo, è cancerogeno e dà luogo ad una rara forma di tumore, l'angiosarcoma epatico.
Sono state condotte due ricerche scientifiche per ciò che concerne l'uso del PVC nell'imballaggio delle acque minerali.
La prima condotta nel 1991 dall'Istituto farmacologico Mario Negri, ha evidenziato che bottiglie di PVC cedevano all'acqua contenuta quantità crescenti di VCM (Cloruro di vinile monomero). Tuttavia i valori riscontrati dall'Istituto Mario Negri con tecniche analitiche sofisticate, hanno accertato nelle acque minerali presenti nei punti vendita, valori di VCM compresi tra 13 e 83 ppt (parti per mille miliardi, un miliardesimo di grammo per litro d'acqua), che risultano all'incirca di un ordine tra le 100 e le 1000 volte inferiore al limite CEE:
La seconda è quella condotta da un gruppo di ricercatori diretti dal Prof. Cesare Maltoni. Scopo della ricerca fu la verifica, attraverso un maxi studio condotto su ratti della razza Sprague-Dawley, della cancerogenicità di acqua minerale naturale e gasata imbottigliata in contenitori PVC. La conclusione è stata che tra gli animali abbeverati con acqua minerale contenuta in bottiglie PVC e quelli abbeverati con acqua contenuta in bottiglie di vetro, non sono state messe in evidenza differenze per quanto concerne la sopravvivenza, il peso corporeo, lo stato di salute durante l'esperimento, la tipologia e soprattutto l'incidenza dei tumori. Il risultato del saggio di cancerogenicità è pertanto negativo: questo significa che se dovesse esistere un rischio questo sarebbe al di sotto dei limiti di sensibilità del mega-esperimento. Inoltre l'incidenza dello sviluppo dei tumori è la stessa sia per gli animali abbeverati con acqua contenuta in PVC che per quelli abbeverati con acqua contenuta in vetro. Infine la quantità di VCM riscontrata nell'acqua ha dato lo stesso risultato della ricerca dell'Istituto farmacologico Mario Negri.
Sono state eseguite con successo sperimentazioni per l'utilizzo del PVC riciclato; il suo campo applicativo ha trovato buona indicazione nella formazione di tubi rigidi per condurre e nella protezione dei cavi elettrici e telefonici.
POLIETILENETEREFTALATO (PET)
Il PET si propone quale materiale alternativo al vetro, è perfettamente trasparente, leggere, resiste agli urti e può assumere diverse colorazioni, a protezione del liquido che contiene. Il PET è una materia plastica relativamente giovane, ma il suo utilizzo su grande scala nel settore acque minerali risale solo a 4-5 anni fa. Il PET può essere riciclato in molti modi. Il più semplice e correttamente usato è la fusione delle scaglie pulite e la loro filatura per ottenere fibre di poliestere per tessuti. Inoltre il PET conserva una parte considerevole del contenuto di energia del petrolio, da cui è ottenuto e può essere bruciato come combustibile alternativo per convertire il suo contenuto energetico in altra energia, come elettricità o calore. Molte aziende in Europa si stanno attivando per riciclare le bottiglie di PET.
BOTTIGLIE DI VETRO
Il vetro si ottiene per fusione ad una temperatura di almeno 1200° C. in forni a bacino rivestiti di materiali refrattari speciali, di sabbia silicea con carbonati di sodio e di calcio che vengono trasformati prima in ossidi e successivamente con la fusione e dopo il raffreddamento in un liquido viscoso. Da questo si ottengono i contenitori, mediante due sistemi: uno soffio-soffio e l'altro presso-soffio. Alcuni ricercatori hanno formulato l'ipotesi che il vetro, non per sua colpa, ma in seguito alle eccessive utilizzazioni da parte dei produttori, ceda all'acqua sostanza inorganiche quali i silicati. Si tratta di un falso problema, poiché queste cessioni rimangono sempre molto al di sotto dei limiti fissati dal legislatore. Inoltre difficilmente una bottiglia viene usata più di venti volte nella sua vita, visto che lo scorrimento sulle pareti guida del nastrotrasportatore la può smerigliare e viene quindi scartata dal controllo elettronico.
Le bottiglie di vetro vengono riutilizzate dopo aver subito un prelavaggio, con acqua a perdere per asportare la maggior parte dei residui solidi delle etichette presenti; vengono poi lavate con acqua a ricircolo e detersivo; sono risciacquate con acqua che ritorna in circolo. Dopo aver passato il controllo elettronico, vengono riempite, tappate ed etichettate. Il loro ultimo viaggio è in un camion verso il negozio. Il riciclaggio dei rottami del vetro consente di abbassare il punto di fusione della miscela vetrificabile rendendo quindi necessaria una minore quantità di calore/combustibile rispetto alla fusione delle materie prime. Il risparmio di energia impiegata per la fusione può raggiungere il 25%. Sul piano ecologico minor consumo di energia significa riduzione dell'inquinamento atmosferico. Tramite la raccolta differenziata, il vetro si sottrae alla massa dei rifiuti solidi urbani prodotti: minori quantità nella discarica comportano non solo un vantaggio ecologico ma anche economico. E' soprattutto importante il fatto che quello del vetro è un riciclo che può essere infinito sempre per il medesimo materiale. In altre parole da un contenitore potrà nascere una bottiglia un vaso o un flacone con le stesse caratteristiche qualitative del prodotto ottenuto originariamente con l'impiego di materie prime.
Acqua minerale San Gemini (medio minerale, calcica, bicarbonata)
| Residuo fisso a 180° | 988 mg/l |
| CO2 libera alla sorgente | 815 |
| PH | 6,41 |
| Ca++ | 325,10 |
| Na+ | 19,60 |
| Mg++ | 15,23 |
| Bicarbonati | 10,21 |
| Solfati | 55,20 |
| Cloruri | 16,30 |
| F- | < 0,2 |
Acqua ULIVETO (medio minerale, calcica, bicarbonata)
| Residuo fisso a 180° | 890 mg/l |
| CO2 libera alla sorgente | 820 |
| PH | 5,8 |
| Ca++ | 190,1 mg/l |
| Na+ | 189,2 |
| Mg++ | 33,5 |
| Bicarbonati | 683,2 |
| Solfati | --- |
| Cloruri | 99,2 |
| F- | 1,0 |
| Fe | --- |
Acqua Humana Amorosa in farmacia NEONATI (minimamente mineralizzata)
| Residuo fisso a 180° | 20,2 mg/l |
| CO2 libera alla sorgente | / |
| PH | 5,7 |
| Ca++ | 0,9 |
| Na+ | 4 |
| Mg++ | 0.6 |
| Bicarbonati | 4,3 |
| Solfati | 0,8 |
| Cloruri | 6,7 |
| F- | 0,02 |
| Fe | |
San Benedetto (oligominerale)
| Residuo fisso a 180° | 250 mg/l |
| CO2 libera alla sorgente | 9,6 |
| PH | 7,68 |
| Ca++ | 46 |
| Na+ | 6,8 |
| Mg++ | 30 |
| Bicarbonati | 293 |
| Solfati | 4,9 |
| Cloruri | 2,8 |
| F- | < 0,1 |
San Benedetto leggermente frizzante (oligominerale)
| Residuo fisso a 180° | 250 mg/l |
| CO2 libera alla sorgente | 9,6 |
| PH | 7,68 |
| Ca++ | 46 |
| Na+ | 6,8 |
| Mg++ | 30 |
| Bicarbonati | 293 |
| Solfati | 4,9 |
| Cloruri | 2,8 |
| F- | < 0,1 |
Cintoia (oligominerale)
| Residuo fisso a 180° | 307 mg/l |
| CO2 libera alla sorgente | 35 |
| PH | 7,4 |
| Ca++ | 105 |
| Na+ | 9,4 |
| Mg++ | 6,0 |
| Bicarbonati | 332 |
| Solfati | 11,9 |
| Cloruri | 15,1 |
| F- | 0,1 |
Acqua Panna (oligominerale)
| Residuo fisso a 180° | 137 mg/l |
| CO2 libera alla sorgente | 8,0 |
| PH | 8,2 |
| Ca++ | 30,2 |
| Na+ | 6,5 |
| Mg++ | 6,9 |
| Bicarbonati | 100 |
| Solfati | 21,4 |
| Cloruri | 7,1 |
| F- | 5,7 |
Brio Blu Rocchetta (oligominerale)
| Residuo fisso a 180° | 179 mg/l |
| CO2 libera alla sorgente | 7,0 |
| PH | 7,80 |
| Ca++ | 59 |
| Na+ | 4,4 |
| Mg++ | 3,4 |
| Bicarbonati | 185 |
| Solfati | 7,9 |
| Cloruri | 7,7 |
| F- | 0,14 |
Norda (oligominerale)
| Residuo fisso a 180° | 71,2 mg/l |
| CO2 libera alla sorgente | -- |
| PH | 7,55 |
| Ca++ | 12,9 |
| Na+ | 2,8 |
| Mg++ | 3,6 |
| Bicarbonati | 52,3 |
| Solfati | 9,0 |
| Cloruri | 0,6 |
| F- | -- |
Levissima (oligominerale)
| Residuo fisso a 180° | 75,5 mg/l |
| CO2 libera alla sorgente | 0,7 cm cubici |
| PH | 7,8 |
| Ca++ | 19,5 |
| Na+ | 1,8 |
| Mg++ | 1,7 |
| Bicarbonati | 56,8 |
| Solfati | 13,7 |
| Cloruri | -- |
| F- | -- |
Ferrarelle (medio minerale, bicarbonata, calcica) non è indicata per le diete povere di sodio
| Residuo fisso a 180° | 1279 mg/l |
| CO2 libera alla sorgente | 2283 |
| PH | 6,1 |
| Ca++ | 380 |
| Na+ | 49 |
| Mg++ | 21 |
| Bicarbonati | 1415 |
| Solfati | 6,0 |
| Cloruri | 23 |
| F- | 1 |
Vitasnella (oligominerale)
| Residuo fisso a 180° | 390 mg/l |
| CO2 libera alla sorgente | 30 |
| PH | 7,3 |
| Ca++ | 86 |
| Na+ | 3,0 |
| Mg++ | 29 |
| Bicarbonati | 300 |
| Solfati | 88 |
| Cloruri | -- |
| F- | 0,6 |
Vera (oligominerale)
| Residuo fisso a 180° | 160 mg/l |
| CO2 libera alla sorgente | 1,6 |
| PH | 7,99 |
| Ca++ | 36,1 |
| Na+ | 2,0 |
| Mg++ | 12,8 |
| Bicarbonati | 153 |
| Solfati | 18,1 |
| Cloruri | 2,7 |
| F- | -- |
Lete (medio minerale, bicarbonata, calcica)
| Residuo fisso a 180° | 915 mg/l |
| CO2 libera alla sorgente | 1900 |
| PH | 6,09 |
| Ca++ | 321 |
| Na+ | 5 |
| Mg++ | 17,5 |
| Bicarbonati | 1055,3 |
| Solfati | 8,65 |
| Cloruri | 7,64 |
| F- | 0.40 |
Verna (oligominerale)
| Residuo fisso a 180° | 133,4 mg/l |
| CO2 libera alla sorgente | 7,2 |
| PH | 7,2 |
| Ca++ | 40,6 |
| Na+ | 6,2 |
| Mg++ | 5,4 |
| Bicarbonati | 131,1 |
| Solfati | 17,1 |
| Cloruri | 7,8 |
| F- | -- |
Bibliografia:
- A. Zanassi, M. De Bernardi, C. Brazzorotto - "Acque minerali in bottiglia per conoscerle meglio" - Edizioni Auxilia
- A. Zanassi, F. Ardito - "Le acque minerali: indicazioni e controindicazioni al loro consumo" - Manuale di nutrizione clinica - Edizioni Franco Angeli
- "Progress in nutrition" - Vol.4, N° 4/200
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